Il messaggio del presidente di Emergency Teresa Sarti alla manifestazione di oggi, a Roma, per Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi.
"Chiediamo una posizione ufficiale del
governo italiano verso quello di Karzai perché vengano immediatamente
liberati i due afghani scomparsi dopo la liberazione di Daniele
Mastrogiacomo". Con queste parole Teresa Sarti Strada ha dato il via da piazza
Navona a Roma alla manifestazione nazionale organizzata
da Emergency, a cui stanno partecipando almeno 15mila persone.

"Non deve essere Emergency - prosegue
Teresa Sarti - a pagare, per aver portato
avanti la trattativa che ha consentito la liberazione di Mastrogiacomo.
Rahmatullah ha fatto solo il volontario di Emergency, facendo quello
che il governo italiano gli ha chiesto di fare, dopo di che è stato
sequestrato e non abbiamo più nemmeno potuto parlargli". "Emergency ha un protocollo
con il governo di Kabul che prevede
l'assistenza medica in tutte le carceri del Paese, ma - spiega ancora
Teresa - non siamo riusciti a vedere nè a parlare con il nostro
collaboratore". "Siamo qui oggi - conclude - per chiedere la
liberazione di tutti gli afgani, che da trent'anni hanno una guerra in
corso".
Presenti a Roma anche Davide Riondino, Furio Colombo, Giovanni Russo Spena, Giuliana Sgrena, Simona
Torretta, Vauro, l'onorevole Paolo Cento, il direttore del Manifesto Gabriele
Polo.
In collegamento telefonico Beppe Grillo: "Il ministro degli Esteri dovrebbe essere in Afghanistan a protestare
ufficialmente - attacca - bisogna fare gli uomini non si può lasciare
un uomo in mano ai talebani, bisogna andare là e dire che il governo
italiano lo rivuole in 24 ore".
Chantal Mastrogiacomo, sorella dell'inviato di Repubblica sequestrato
insieme ad Adjmal Nashkbandi e liberato grazie a Rahmatullah Hanefi, ha letto
un appello di Daniele. Dal palco, oltre agli interventi, sono stati letti i messaggi di
Moni Ovadia,
Lella Costa,
Antonio Tabucchi.
Gino Strada, al telefono con
PeaceReporter,
risponde alle ultime dichiarazioni di Romano Prodi: “Il presidente Romano Prodi assicura che il governo
italiano sta facendo un serio lavoro, da governo a governo, per
l'nterprete afgano Adjmal Nakshbandi e perRahmatullah Hanefi. Nel caso del nostro
Rahmat, questo 'serio lavoro' potrebbe essere fatto in un minuto: una richiesta
pubblica e ufficiale di immediato rilascio”.