31/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il messaggio del giornalista Daniele Mastrogiacomo alla manifestazione di oggi, a Roma, per Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi.
mastrogiacomoIn questo momento mi trovo lontano. Cerco di riprendermi, di recuperare, di uscire da questa terribile esperienza. Ma il mio animo, la mia mente è lì con voi.
E’ con il mio interprete Ajmal che continua ad essere prigioniero dei Taliban che volevamo intervistare e che ci hanno sequestrato uccidendo sotto i nostri occhi Saeed Agha, il nostro autista. Continua ad essere vittima di un assurdo ricatto. Ora minacciano di ucciderlo, quando dieci giorni fa, il giorno del mio rilascio anche lui stava assaporando la libertà e il ritorno a casa. Ho visto togliergli le catene dalle caviglie, l’ho visto prepararsi per uscire dalla nostra ultima prigione, salire sulle auto di un altro convoglio. Ero convinto che ci saremmo riabbracciati, felici di essere stati restituiti ai nostri affetti.
 
Il mio cuore, i miei pensieri sono concentrati su di lui e su Rahmatullah, sul suo viso dolce, i suoi occhi che mi consolavano mentre piangevo per essere tornato libero. Lui è venuto a prendermi di persona nel profondo sud, in pieno territorio Taliban. Si è offerto come mediatore per salvare una vita umana. Lo ha fatto con lo slancio e la passione che lo hanno sempre distinto e lo hanno fatto apprezzare. Di Rahmatullah si sa poco e niente. Si sa che è trattenuto da un’autorità ufficiale del governo di Hamid Karzai e che nessuno ha potuto visitarlo per accertare le sue condizioni di salute.
 
Penso alla famiglia del nostro autista, Saeed Agha, a sua moglie e ai suoi cinque figli, ai quali vanno tutto il mio affetto e la solidarietà del mio giornale che sta portando avanti una sottoscrizione.
 
Rinnovo il mio forte appello al governo e al parlamento afgano, alle ambasciate occidentali presenti a Kabul, alle Nazioni unite, alle organizzazioni non governative, ai colleghi giornalisti afgani e italiani, alle associazioni umanitarie perché facciano del tutto per ottenere il rilascio di Ajmal e di Rahmatullah. Vi ringrazio per l’immensa solidarietà che tutti voi mi avete trasmesso e l’affetto con cui avete accolto il mio rilascio. Continuiamo la mobilitazione, con lo stesso impegno e con la stessa forza, fino a quando non saranno liberati anche i miei due amici.
 
Daniele Mastrogiacomo 
Categoria: Guerra
Luogo: Italia