Il messaggio del giornalista Daniele Mastrogiacomo alla manifestazione di oggi, a Roma, per Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi.

In questo momento mi trovo lontano. Cerco di riprendermi, di
recuperare, di uscire da questa terribile esperienza. Ma il mio animo, la mia
mente è lì con voi.
E’ con il mio interprete Ajmal che continua ad essere
prigioniero dei Taliban che volevamo intervistare e che ci hanno sequestrato
uccidendo sotto i nostri occhi Saeed Agha, il nostro autista. Continua ad
essere vittima di un assurdo ricatto. Ora minacciano di ucciderlo, quando dieci
giorni fa, il giorno del mio rilascio anche lui stava assaporando la libertà e
il ritorno a casa. Ho visto togliergli le catene dalle caviglie, l’ho visto
prepararsi per uscire dalla nostra ultima prigione, salire sulle auto di un
altro convoglio. Ero convinto che ci saremmo riabbracciati, felici di essere
stati restituiti ai nostri affetti.
Il mio cuore, i miei pensieri sono concentrati su di lui e
su Rahmatullah, sul suo viso dolce, i
suoi occhi che mi consolavano mentre piangevo per essere tornato libero. Lui è
venuto a prendermi di persona nel profondo sud, in pieno territorio Taliban. Si
è offerto come mediatore per salvare una vita umana. Lo ha fatto con lo slancio
e la passione che lo hanno sempre distinto e lo hanno fatto apprezzare. Di
Rahmatullah si sa poco e niente. Si sa che è trattenuto da un’autorità
ufficiale del governo di Hamid Karzai e che nessuno ha potuto visitarlo per
accertare le sue condizioni di salute.
Penso alla famiglia del nostro autista, Saeed Agha, a sua
moglie e ai suoi cinque figli, ai quali vanno tutto il mio affetto e la
solidarietà del mio giornale che sta portando avanti una sottoscrizione.
Rinnovo il mio forte appello al governo e al parlamento
afgano, alle ambasciate occidentali presenti a Kabul, alle Nazioni unite, alle
organizzazioni non governative, ai colleghi giornalisti afgani e italiani, alle
associazioni umanitarie perché facciano del tutto per ottenere il rilascio di
Ajmal e di Rahmatullah. Vi ringrazio per l’immensa solidarietà che tutti voi mi
avete trasmesso e l’affetto con cui avete accolto il mio rilascio. Continuiamo
la mobilitazione, con lo stesso impegno e con la stessa forza, fino a quando
non saranno liberati anche i miei due amici.
Daniele Mastrogiacomo