02/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il centro dell'ebraismo conservatore rimuove uno storico veto ai rabbini omosessuali
Dal prossimo anno il Seminario Teologico Ebraico (Jts) di New York, considerato il centro spirituale del l'ebraismo conservatore, accetterà anche aspiranti rabbini e cantori dichiaratamente omosessuali. La decisione dei vertici dell'istituto è stata presa dopo che lo scorso dicembre un pool di esperti legali aveva tolto il bando all'ordinazione di rabbini gay e alla celebrazione di matrimoni tra persone dello stesso sesso. Per il movimento, il più “centrista” tra i quattro rami del giudaismo, si tratta di una svolta storica. E la decisione non è stata digerita da tutti al suo interno.

Il cortile del Jewish Theological Seminary di New YorkLa svolta. “La decisione di ordinare gay e lesbiche al Jts è in linea con il perdurante impegno della tradizione ebraica verso il pluralismo”, ha detto il cancelliere eletto Arnold M. Eisen annunciando la decisione dell'istituto. “Il pluralismo significa che riconosciamo più di un modo per essere un buon ebreo conservatore, più di un modo di percorrere autenticamente la via della nostra tradizione e di portarla avanti”. Il pronunciamento di tre mesi fa da parte degli esperti legali del movimento – la Commissione sulla legge e gli standard ebraici – aveva lasciato ai singoli centri religiosi la scelta della politica da prendere. Già lo scorso mese un altro seminario ebraico conservatore, la Scuola Ziegler di studi rabbinici di Los Angeles, aveva deciso di rimuovere la barriera delle preferenze sessuali. Ma la decisione del Jts ha un peso specifico più elevato, perché l'istituto è considerato il faro del movimento. Gli altri due seminari di questo ramo del giudaismo, uno in Argentina e uno in Israele, hanno ancora in vigore un divieto di ammissione per gay e lesbiche.

Tre studenti rabbiniciLa galassia ebraica. Contrariamente a quanto potrebbe far pensare il nome, l'ebraismo di cui è espressione il Jts non è necessariamente conservatore anche in politica. Tradizionalmente la corrente ebraica maggioritaria negli Stati Uniti, negli ultimi anni il giudaismo conservatore è stato sorpassato nel numero di aderenti dall'ebraismo della riforma, più progressista, che punta ad ammodernare la tradizione con i costumi della società moderna. Il giudaismo di cui è parte anche il Seminario di New York, invece, si propone di seguire la Halakha (legge ebraica) in maniera più conservatrice, anche se non con la rigidità di interpretazione degli ebrei ortodossi. Comunque sia, il cambio di politica verso i gay – nel 1992 la Commissione aveva decretato che i rabbini e i matrimoni omosessuali violavano la legge ebraica – ha lasciato alcuni strascichi all'interno del movimento, come accadde anche per l'apertura delle scuole rabbiniche alle donne, venticinque anni fa. Quattro membri della Commissione si sono infatti dimessi per protesta. Ma dopo aver fatto un sondaggio interno tra insegnanti, studenti e dirigenti dell'istituto, il Seminario ebraico di New York ha scoperto che due terzi degli interpellati era a favore dell'apertura verso i gay. E dal prossimo anno, la scuola rabbinica sarà aperta a tutti.

Alessandro Ursic

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