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La svolta. “La decisione di ordinare gay e lesbiche al Jts è in linea con il perdurante
impegno della tradizione ebraica verso il pluralismo”, ha detto il cancelliere
eletto Arnold M. Eisen annunciando la decisione dell'istituto. “Il pluralismo
significa che riconosciamo più di un modo per essere un buon ebreo conservatore,
più di un modo di percorrere autenticamente la via della nostra tradizione e di
portarla avanti”. Il pronunciamento di tre mesi fa da parte degli esperti legali
del movimento – la Commissione sulla legge e gli standard ebraici – aveva lasciato
ai singoli centri religiosi la scelta della politica da prendere. Già lo scorso
mese un altro seminario ebraico conservatore, la Scuola Ziegler di studi rabbinici
di Los Angeles, aveva deciso di rimuovere la barriera delle preferenze sessuali.
Ma la decisione del Jts ha un peso specifico più elevato, perché l'istituto è
considerato il faro del movimento. Gli altri due seminari di questo ramo del giudaismo,
uno in Argentina e uno in Israele, hanno ancora in vigore un divieto di ammissione
per gay e lesbiche.
La galassia ebraica. Contrariamente a quanto potrebbe far pensare il nome, l'ebraismo di cui è espressione
il Jts non è necessariamente conservatore anche in politica. Tradizionalmente
la corrente ebraica maggioritaria negli Stati Uniti, negli ultimi anni il giudaismo
conservatore è stato sorpassato nel numero di aderenti dall'ebraismo della riforma,
più progressista, che punta ad ammodernare la tradizione con i costumi della società
moderna. Il giudaismo di cui è parte anche il Seminario di New York, invece, si
propone di seguire la Halakha (legge ebraica) in maniera più conservatrice, anche
se non con la rigidità di interpretazione degli ebrei ortodossi. Comunque sia,
il cambio di politica verso i gay – nel 1992 la Commissione aveva decretato che
i rabbini e i matrimoni omosessuali violavano la legge ebraica – ha lasciato alcuni
strascichi all'interno del movimento, come accadde anche per l'apertura delle
scuole rabbiniche alle donne, venticinque anni fa. Quattro membri della Commissione
si sono infatti dimessi per protesta. Ma dopo aver fatto un sondaggio interno
tra insegnanti, studenti e dirigenti dell'istituto, il Seminario ebraico di New
York ha scoperto che due terzi degli interpellati era a favore dell'apertura verso
i gay. E dal prossimo anno, la scuola rabbinica sarà aperta a tutti.Alessandro Ursic
Parole chiave: rabbini, gay, ebraismo, jewish, jts, conservatore, omosessuali, matrimoni