30/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La Turchia riapre una millenaria chiesa armena dopo il restauro. Un possibile gesto distensivo in un periodo teso
Un possibile gesto distensivo, in un momento in cui le tensioni sono lungi dall'essere risolte. Con l'omicidio di Hrant Dink distante solo due mesi, e l'irrigidimento turco sulla questione del genocidio armeno più attuale che mai, la Turchia ha riaperto oggi la chiesa armena di Akdamar, dopo un restauro durato un anno e mezzo. Con una cerimonia a cui hanno partecipato esponenti turchi e armeni – gesto significativo per due Paesi che non hanno relazioni diplomatiche – il luogo di culto costruito oltre mille anni fa ha riaperto al pubblico. Anche se non sarà più una chiesa, ma un museo.

Il patriarca armeno Mentrop II alla cerimonia di riaperturaLa chiesa. Eretta tra il 915 e il 921 dopo Cristo su un'isoletta nel lago di Van, oggi estremo sud-est della Turchia ma all'epoca terra di cultura armena, la “Cattedrale della Santa Croce” di Akdamar (o Akthamar, in turco) era stata lasciata andare alla deriva dopo lo sterminio degli armeni durante la Prima guerra mondiale, quando si calcola che dal milione al milione e mezzo di persone furono uccise. L'acqua piovana penetrava dal soffitto, i forti venti della zona avevano eroso la struttura in arenaria. Con un restauro iniziato nel 2005 e costato circa 1,5 milioni di euro, le autorità turche hanno rimesso a nuovo l'edificio. Senza però soddisfare una richiesta della Chiesa armena, che sul tetto venga posizionata una croce. Il rifiuto è stato motivato con il fatto che quello di Akdamar non è un più un luogo di culto ma un museo, come la chiesa-moschea di Aya Sofia a Istanbul, e quindi non dovrebbe avere un'etichetta confessionale.

La cerimonia. Akdamar è stata riaperta giovedì 29 marzo, in una cerimonia a cui hanno preso parte i ministri della Cultura turco e armeno, altri funzionari turchi e una delegazione armena di religiosi e storici. C'era anche il leader dei circa 60.000 armeni di Turchia, il patriarca Mesrob II, che ha proposto un pellegrinaggio annuale al sito. Mancava però il capo della Chiesa armena, Karekin II, che ha declinato l'invito in protesta con la trasformazione di Akdamar in museo. Alla cerimonia, la chiesa era adornata da bandiere turche e da un poster di Mustafa Kemal Ataturk, fondatore della repubblica turca. Le bandiere armene erano assenti.

La chiesa di Akdamar si trova su un'isola nel Lago di Van, nel sud-est della TurchiaRapporti tesi. Tra i due Paesi, divisi da un confine che la Turchia ha chiuso nel 1993 per dimostrare il suo appoggio all'Azerbaigian nel conflitto per la regione contesa del Nagorno-Karabakh, non esistono tuttora relazioni diplomatiche. Per arrivare in Turchia, la delegazione armena è dovuta passare per la Georgia. E la questione del genocidio armeno – un argomento tabù in Turchia – è più che mai attuale. Lo scrittore-giornalista Hrant Dink, ucciso a Istanbul lo scorso gennaio da un giovane nazionalista turco, era stato condannato a sei mesi con la condizionale proprio per aver sfidato la linea ufficiale di Ankara, secondo cui quella degli armeni fu sì una tragedia, ma prodotto di un conflitto interno all'ex impero ottomano mentre questo era in guerra con la Russia. Proprio in questi giorni, l'argomento sta provocando tensioni anche tra Turchia e Stati Uniti: il Congresso di Washington sta infatti esaminando una risoluzione per riconoscere ufficialmente il genocidio.
 

Alessandro Ursic

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