29/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il comunicato di Emergency del 29 marzo
Rahmatullah Hanefi, manager dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, è stato prelevato il 20 marzo scorso dai servizi di sicurezza afgani e portato nella sede del National Security Directorate del capoluogo di Helmand. Da qui, il 28 marzo è stato portato a Kabul. Ecco il comunicato difuso oggi da Emergency. 

Milano, 29 marzo 2007

Rahmatullah Hanefi. (Foto di Sandro Ruotolo) Nella giornata di mercoledì 28 marzo, Rahmatullah Hanefi, il collaboratore di Emergency che si è adoperato per la liberazione di Mastrogiacomo, è stato trasferito a Kabul e rinchiuso nel Centro di detenzione Taquik.
In questo carcere, come in altri, è presente una clinica di Emergency, secondo un protocollo sottoscritto con il ministero della giustizia, che prevede una visita di controllo per ogni detenuto al momento dell’ingresso.
Al personale di Emergency, che espressamente lo ha chiesto, è stato impedito di incontrare il nostro collaboratore.
Questa circostanza rende sempre più grave la preoccupazione per la situazione, le condizioni, e la sorte di Rahmatullah, che subisce ritorsioni per avere attuato indicazioni e richieste rivolte a Emergency dal governo italiano.
Rahmatullah Hanefi è stato sequestrato a Lashkar-Gah dai servizi di sicurezza del governo afgano all’alba del 20 marzo, all’indomani della liberazione del giornalista italiano.
Non è stata indicata finora la ragione della sua detenzione: una violazione di diritti elementari, all’interno di un «sistema giudiziario» che l’Italia è incaricata di contribuire a fondare.
Anche per questo la vicenda di Rahmatullah Hanefi deve essere affrontata e risolta dal governo italiano, che i fatti stessi esibiscono come pienamente coinvolto e responsabile.
EMERGENCY
Categoria: Diritti, Tortura, Politica
Luogo: Afghanistan