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La Coca Sek – bevanda a base di acqua, zucchero e foglie di coca che prende il
nome dal sole (sek nella lingua indigena nasawiuva) - è stata dichiarata illegale
e ritirata da ogni bar, negozio e supermercato del paese. Stessa fine per tutti
gli altri prodotti contenenti la 'fogliolina della discordia' e prodotti dall'antica
sapienza degli indigeni Nasa, abitanti della Valle del Cauca colombiano. "Il governo
colombiano ha deciso che i nostri prodotti non possono essere commercializzati
al di fuori delle comunità Nasa - spiega con l'amaro in bocca Franki Uriel Rios,
l'ingegnere agroalimentare, capo-produzione della Coca Sek - Ci hanno ritirato
la licenza concessa tre anni fa, appellandosi a una clausola della Convenzione
Onu sugli stupefacenti del 1961. Siamo delusi e arrabbiati. Come può essere considerato
un delitto cercare di avviare processi economici alternativi, basati sulle nostre
conoscenze ancestrali?".
Effetti collaterali. E intanto circa duemila famiglie, che contribuivano all'elaborazione, vendita
ed esportazione dei prodotti incriminati, sono rimaste senza lavoro.
La lunga mano. In commercio da circa due anni, la gassosa aveva raggiunto ottimi incassi, per
un giro d'affari di circa 300 milioni di pesos l'anno (pari a circa 100 mila euro).
"Con le sole nostre forze, la distribuizione stava arrivando a coprire l'intera
Colombia e si erano già fatte avanti aziende internazionali interessate a farle
fare il grande salto, fuori dai nostri confini - aggiunge -. Un sogno". Quantomeno
per i Nasa, dato che la loro ingegnosa iniziativa aveva, invece, turbato i sonni
proprio del colosso "Coca Cola", che da tempo andava loro intimando di togliere
dal nome della bevanda la parola "Coca", appellandosi a un improbabile copyright.
"Per questo - conclude l'ingegnere - ci chiediamo chi realmente ci sia dietro
a questo divieto. E' un mistero ancora tutto da chiarire e non ci arrenderemo
senza sapere la verità". Stella Spinelli