L'agenzia stampa iraniana Fars ha annunciato sabato mattina che
i 15 marinai della Royal Navy britannica, arrestati ieri nelle acque
dello Shatt El Arab, sono stati trasferiti a Teheran per essere
interrogati. L'agenzia rimarca la tesi dello "sconfinamento illegale" e
parla di "un'azione aggressiva" da parte dei militari, mentre il
comando britannico ribadisce che i quindici si trovavano nelle acque
territoriali irachene. Più tardi un ufficiale dell'esercito iraniano ha
dichiarato a una radio iraniana che i marinai britannici avrebbero
confessato l'ingresso illegale nelle acque territoriali iraniane.
L'ufficiale, rimasto anonimo, ha dichiarato che i quindici, tra cui
anche una donna, sono in buone condizioni di salute.
Dal canto suo, il governo iraniano ha ribadito la sua posizione sulla vicenda:
''L'Iran condanna
fermamente l'ingresso illegale di forze britanniche nelle sue acque
territoriali. Si tratta di un'azione sospetta'', ha detto un portavoce
del ministero degli Esteri.
La richiesta di un "immediato rilascio" arriva invece dall'Unione
europea.
Lo ha reso noto il ministro degli Esteri tedesco Frank Walter
Steinmeier, il cui paese detiene la presidenza di turno dell'Ue. La presidenza
diffonderà più tardi un
comunicato in cui si chiede "l'immediato rilascio dei soldati", ha
detto Steinmeier specificando di avere avuto conferma ufficiale del
loro arresto.
"Alle 10:30 circa di questa mattina, ora irachena,
quindici membri della Marina, impegnati in normali operazioni di
imbarco di navi mercantili in acque territoriali irachene, sono stati
catturati da navi iraniane". La stringata nota diffusa dal ministero della Difesa
britannico arriva come un fulmine a ciel sereno.

"Stiamo esaminando con urgenza la questione con le autorità iraniane
ai massimi livelli e, su disposizione del ministro degli Esteri,
l'ambasciatore iraniano è stato convocato al ministero", prosegue il
comunicato del Foreign Office.
Il governo britannico "chiede che siano immediatamente restituiti sani
e salvi sia gli uomini sia il materiale sequestrato". I quindici
militari, secondo il Foreign Office britannico, erano impegnati nello specchio
d'acqua di fronte a Bassora,
lo stretto di Shatt Al Arab, nell'Iraq meridionale.
I marinai britannici, a bordo di due
imbarcazioni, avevano appena
compiuto un'ispezione a bordo di una nave mercantile che ritenevano
coinvolta in un contrabbando di armi , quando sono stati fermati da
un'unità della marina militare iraniana che li ha costretti a seguirli
in acque
territoriale iraniane. I quindici
marinai sono imbarcati sulla nave Cornwall.
Prima della conferma di Londra, il maggiore David Gell,
portavoce delle forze britanniche a Bassora, si era limitato ad
ammettere che vi era stato "un incidente da qualche parte nel nord
del Golfo persico", senza aggiungere altri dettagli. Le
parole del maggiore erano giunte dopo che un pescatore
iraniano aveva raccontato questa mattina di aver visto sei o sette
militari che venivano
arrestati a bordo di una nave di Teheran. I militari occidentali, aveva
riferito l'uomo, si trovavano su due piccole imbarcazioni che stavano
controllando le navi iraniane presso lo sbocco nel Golfo dello
Shatt el Arab, che segna il confine fra Iran e Iraq. Ma nel momento
in cui
i militari erano saliti a bordo di una nave iraniana, erano apparsi
almeno due vascelli di Teheran e gli occidentali erano stati fatti
prigionieri.
"Due gommoni, con a bordo da sei a otto
militari ciascuno, stavano ispezionando delle navi irachene e iraniane
nella zona di Ras al Beesha, all'ingresso settentrionale del Golfo; poi
sono arrivate due grandi unità iraniane che hanno portato i gommoni coi
loro equipaggi in acque iraniane. Non ci sono stati scontri a fuoco", ha dichiarato il
pescatore che ha assistito alla scena.
Secondo fonti della Quinta Flotta statunitense, che ha confermato l'accaduto, le unità iraniane
facevano parte del braccio navale delle Guardie Rivoluzionarie e non delle forze
regolari della Marina militare iraniana.
L'incidente è avvenuto nelle acque antistanti l'imboccatura dello Shatt
el Arab, la cui sovranità è stata assegnata all'Iraq da un trattato del
1975 che tuttavia Teheran contesta.
Un incidente simile era accaduto, nel giugno del 2004, nella stessa zona, quando
sei marines e due
marinai britannici vennero
arrestati da un'unità della Marina iraniana e
rilasciati tre giorni dopo.
Proprio oggi, in un'intervista concessa alla Bbc, il tenente colonnello britannico Justin Maciejewski
si era detto certo che, pur mancando una prova schiacchiante, l'Iran
rifornisse le milizie irachene ostili alle truppe britanniche
chenoperano nella zona di Bassora. Secondo Maciejewski,
il governo iraniano pagherebbe 500 dollari al mese a miliziani ribelli
per compiere attacchi contro i britannici, rifornendoli anche di armi e
munizioni, come raccontato al militare da fonti locali.