Milano, 22 marzo 2007
Contrasti nella politica interna italiana e contrasti tra governo
italiano e governi di altri paesi sono emersi, a quanto si apprende da
organi d’informazione, in relazione ad alcuni aspetti della vicenda
creata dal sequestro di Daniele Mastrogiacomo.
Per avere svolto qualche ruolo in alcune fasi della vicenda, Emergency
è citata in queste discussioni e in alcuni casi pare costituire uno dei
motivi di attrito.
Emergency è entrata in questa vicenda su richiesta del governo
italiano, ha agito da tramite fra governo italiano e sequestratori,
agendo in stretto contatto e totale trasparenza con il governo stesso.
Ha agito in coerenza con la sua identità e con i suoi principi, certamente noti
a tutti gli interlocutori.
Rientra in questi criteri e principi la convinzione che nulla sia
comparabile al valore di un’esistenza umana e che, quando concretamente
sia in pericolo un’esistenza umana, per salvarla si debba compiere ogni
atto che non ne distrugga direttamente altre.
Singole azioni coerenti con questi nostri principi sono risultate
coincidenti con le aspettative e le richieste di altri soggetti, che
non necessariamente condividono integralmente le nostre convinzioni.
Abbiamo ritenuto doveroso compierle, nei limiti delle nostre
possibilità, ma non sottraendoci a nessuna di esse, chiedendo e
ottenendo da persone del nostro staff in Afganistan una generosa e
impegnativa collaborazione.
Si è subita, nel corso della vicenda, una sconfitta per tutti, nella
morte di Said Agha, l’autista di Mastrogiacomo, sequestrato con lui e
ucciso dai sequestratori: un peso gravissimo per tutti,
indipendentemente da responsabilità morali o penali. Conseguito, per
l’impegno di più parti, l’esito più vistoso dell’azione
con la liberazione di Mastrogiacomo, la vicenda non è conclusa. Di
Adjmal Nashkbandi, sequestrato con il giornalista italiano, con cui
collaborava come interprete, e liberato con lui, non si hanno notizie.
Rahamtullah Hanefi, dipendente di Emergency nell’ospedale di
Lashkar-Gah, che si è impegnato per rendere effettive le azioni
richieste dal governo italiano, è stato arrestato dalla polizia del
governo afgano all’alba di martedì 20 marzo. Il perdurare
incomprensibile della sua detenzione è motivo di estrema preoccupazione
per la sua sorte.
Entrambe queste situazioni si collocano all’interno delle azioni
compiute dal governo italiano per ottenere la liberazione di
Mastrogiacomo e deve ritenersi scontato, non semplicemente auspicabile,
che il governo italiano consideri questi problemi urgenze sue, sulle
quali immediatamente intervenire.
Per parte sua, Emergency ribadisce di avere semplicemente svolto azioni
delle quali era richiesta, ritenendole compatibili e doverose in
relazione alla propria natura, senza assumere alcuna iniziativa
autonoma, restando assolutamente estranea a qualsiasi azione di
politica interna o internazionale.
EMERGENCY