23/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Un generale Usa accusa: gli insorti in Iraq uccidono intenzionalmente i bambini
“La brutalità e la spietatezza dei nemici non è cambiata. Sono interessati solo a macellare i civili”. Chi parla il generale Michael Barbero, capo del gruppo di coordinamento con il Pentagono che, negli ultimi tempi, si è prodotto in varie dichiarazioni alla stampa internazionale, sul cambiamento delle strategie dei cosiddetti insorti iracheni, in particolare quelli legati ad Al Qaeda. Martedì Barbero ha raccontato di un attentato in cui dei bambini sono stati usati come attentatori suicidi e, in precedenza, aveva lanciato l'allarme per l'uso, da parte degli insorti, di armi chimiche. Le notizie di attentati in Iraq non conoscono sosta ma, sia le milizie ribelli che la coalizione, cercano di dipingere il nemico come un essere disumano.

Bambini bomba? Secondo la ricostruzione del generale, domenica un'auto si è presentata a un check point di Baghdad con a bordo due uomini e, sul retro, due bambini. “I bambini sui sedili posteriori hanno fatto calare i sospetti -ha raccontato-. Così li abbiamo lasciati passare. Poi hanno parcheggiato il veicolo, gli adulti sono fuggiti e hanno fatto esplodere l'auto con i bambini dentro”. Un altro ufficiale della coalizione ha aggiunto alcuni dettagli: l'attentato sarebbe avvenuto nel quartiere Adhamiya della capitale, causando la morte dei due minori e di tre civili, oltre al ferimento di sette persone. Ufficiali della coalizione, rimasti anonimi, hanno ammesso di non avere idea di chi fossero i bambini nell'auto e quanti anni avessero, non si sa nemmeno se fossero legati ai miliziani fuggiti oppure vittime di rapimenti. L'accusa del generale sembra presupporre che i miliziani in Iraq non hanno pietà nemmeno per i bambini, oppure che anche i bambini iracheni sono assassini. Queste ipotesi hanno sollevato grande sdegno nell'opinione pubblica internazionale, eppure sull'episodio non è stata aperta alcuna indagine ufficiale. Ma non è tutto: se si va a spulciare tra i resoconti degli attentati del fine settimana ci si accorge che di quell'attacco non c'è traccia. Nessuna delle fonti che monitorizzano gli episodi di violenza in Iraq, nello scorso fine settimana ha parlato di un'autobomba ad Adhamiya con 5 morti e 7 feriti.

Cloro. Stando ai dati della coalizione, da metà febbraio gli attacchi dei cosiddetti insorti contro civili si sono ridotti a un terzo, e gli omicidi settari sono dimezzati. Secondo Barbero questa riduzione dipende dal buon esito dell'operazione di sicurezza intrapresa dalle truppe della coalizione, assieme a quelle irachene, a Baghdad e dintorni. Questi successi, da un lato avrebbero riportato la sicurezza in zone prima impraticabili, come il sobborgo sciita di Sadr City, ma dall'altro starebbero costringendo gli insorti a cambiare le loro strategie. A fronte dell'ottimismo del generale Barbero, però, nel resto del paese gli attacchi non si sono ridotti e anche il numero delle vittime quotidiane rimane altissimo. Parlando delle violenze nel resto del paese il generale Barbero ha dichiarato che le milizie legate ad al Qaeda starebbero usando armi chimiche contro la popolazione nella regione di Al Anbar, la zona che ha contato più vittime tra i soldati Usa dal 2003. L'arma chimica in questione è il cloro che, abbinato all'esplosivo, produce malessere e panico per chiunque si trovi nelle vicinanze, anche se non viene colpito da schegge dell'ordigno. “Si tratta di una nuova tattica” ha spiegato il generale. L'avvelenamento da cloro non è mortale, dunque l'efficacia di questo tipo di attacchi è soprattutto psicologica. Il cloro tuttavia è facilmente accessibile in Iraq, perciò, spiega Barbero, questi attacchi continueranno. Il cloro è stato usato in sei attacchi a gennaio e tre volte solo nello scorso fine settimana.
 

Naoki Tomasini

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