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Bambini bomba? Secondo la
ricostruzione del generale, domenica un'auto si è presentata a
un check point di Baghdad con a bordo due uomini e, sul retro, due
bambini. “I bambini sui sedili posteriori hanno fatto calare i
sospetti -ha raccontato-. Così li abbiamo lasciati passare.
Poi hanno parcheggiato il veicolo, gli adulti sono fuggiti e hanno
fatto esplodere l'auto con i bambini dentro”. Un altro ufficiale
della coalizione ha aggiunto alcuni dettagli: l'attentato sarebbe
avvenuto nel quartiere Adhamiya della capitale, causando la morte dei
due minori e di tre civili, oltre al ferimento di sette persone.
Ufficiali della coalizione, rimasti anonimi, hanno ammesso di non
avere idea di chi fossero i bambini nell'auto e quanti anni avessero,
non si sa nemmeno se fossero legati ai miliziani fuggiti oppure
vittime di rapimenti. L'accusa del generale sembra presupporre che i
miliziani in Iraq non hanno pietà nemmeno per i bambini,
oppure che anche i bambini iracheni sono assassini. Queste ipotesi
hanno sollevato grande sdegno nell'opinione pubblica internazionale,
eppure sull'episodio non è stata aperta alcuna indagine
ufficiale. Ma non è tutto: se si va a spulciare tra i
resoconti degli attentati del fine settimana ci si accorge che di
quell'attacco non c'è traccia. Nessuna delle fonti che
monitorizzano gli episodi di violenza in Iraq, nello scorso fine
settimana ha parlato di un'autobomba ad Adhamiya con 5 morti e 7
feriti.
Cloro. Stando ai dati della
coalizione, da metà febbraio gli attacchi dei cosiddetti
insorti contro civili si sono ridotti a un terzo, e gli omicidi
settari sono dimezzati. Secondo Barbero questa riduzione dipende dal
buon esito dell'operazione di sicurezza intrapresa dalle truppe della
coalizione, assieme a quelle irachene, a Baghdad e dintorni. Questi
successi, da un lato avrebbero riportato la sicurezza in zone prima
impraticabili, come il sobborgo sciita di Sadr City, ma dall'altro
starebbero costringendo gli insorti a cambiare le loro strategie. A
fronte dell'ottimismo del generale Barbero, però, nel resto
del paese gli attacchi non si sono ridotti e anche il numero delle
vittime quotidiane rimane altissimo. Parlando delle violenze nel
resto del paese il generale Barbero ha dichiarato che le milizie
legate ad al Qaeda starebbero usando armi chimiche contro la
popolazione nella regione di Al Anbar, la zona che ha contato più
vittime tra i soldati Usa dal 2003. L'arma chimica in questione è
il cloro che, abbinato all'esplosivo, produce malessere e panico per
chiunque si trovi nelle vicinanze, anche se non viene colpito da
schegge dell'ordigno. “Si tratta di una nuova tattica” ha
spiegato il generale. L'avvelenamento da cloro non è mortale,
dunque l'efficacia di questo tipo di attacchi è soprattutto
psicologica. Il cloro tuttavia è facilmente accessibile in
Iraq, perciò, spiega Barbero, questi attacchi continueranno.
Il cloro è stato usato in sei attacchi a gennaio e tre volte
solo nello scorso fine settimana. Naoki Tomasini
Parole chiave: Michael Barbero, armi chimiche, bambini, al Anbar, sadr city, adhamiya