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"Pieni d'amore". Non pensava, il cantante pop inglese Elton John, che in Polonia per i gay le
cose sarebbero andate diversamente da come aveva sperato nel settembre del 2006.
In quell'occasione, durante un suo concerto a Varsavia, aveva rivolto ai polacchi
un intenso appello contro l'omofobia: "Recentemente, qui da voi c'è stata molta
violenza contro i gay. E' il momento di essere comprensivi. C'è già abbastanza
odio nel mondo. Lasciate in pace i gay, noi cerchiamo solo di essere noi stessi.
E' una questione d'amore, e i polacchi sono sempre stati pieni d'amore".
Un presidente omofobo. Dovrebbe dirlo al ministro dell'Istruzione (e vice-Primo ministro) Roman Giertych,
che sta preparando un progetto di legge per perseguire chiunque promuova o discuta
di omosessualità nelle scuole, nelle università e in qualsiasi altra istituzione
accademica. Il progetto ha sollevato polemiche nella comunità gay polacca e destato
la preoccupazione dell'Unione Europea, che si trova oggi di fronte a un altro
provvedimento persecutorio da parte del governo Kaczynski (i gemelli Lech e Jaroslaw
sono, rispettivamente, presidente e Primo ministro), dopo la legge sull'epurazione
che obbliga centinaia di migliaia di cittadini polacchi a confessare se hanno
collaborato con la polizia politica del regime comunista, crollato ormai da ben
17 anni. Il presidente ultracattolico Lech Kaczynski non è nuovo a uscite omofobe.
A metà febbraio, durante il Forum nazionale sull'Europa in corso a Dublino, esordì
affermando che gli omosessuali hanno gli stessi diritti di chiunque altro, "ma
se si promuovesse liberamente un tale stile di vita, allora la razza umana potrebbe
scomparire". Non bastò al presidente difendersi dalle critiche lamentando di non
essere omofobo e di avere 'alcuni' amici omosessuali. La frittata era ormai fatta.
Preoccupazioni e denunce. Dichiarazioni ancora più forti sono state esternate una settimana fa dal vice-ministro
dell'Istruzione, Marek Orzechowski, che ha detto che la legge in gestazione ha
come finalità quella "di punire chiunque promuova l'omosessualità o qualunque
altra devianza di natura sessuale nei centri educativi". Due giorni dopo, il 15,
Orzechowski ha calcato la mano sull'argomento, dicendo che "i professori che rivelano
la propria omosessualità saranno licenziati", per ritrattare poi subito dopo:
"Parole mal interpretate". Anche in questo caso, però, il goffo tentativo di fare
marcia indietro non ha impedito al governo polacco di attirare su di sé le preoccupazioni
dell'Unione Europea e la denuncia di Human Rights Watch, che ha scritto al presidente
Kaczyinski una lettera in cui esprime il proprio disappunto per il nuovo provvedimento,
che, se approvato "creerà un clima di intolleranza e costituirà una minaccia per
i diritti civili e politici degli educatori polacchi e di gay e lesbiche all'interno
delle scuole, specialmente tra i giovani". L'organizzazione si appella al buonsenso
e confida nell'eventualità che Kaczynski ci ripensi, "che si assicuri che i diritti
umani siano tutelati e rispettati nelle scuole, che impedisca la censura accademica,
si dissoci dalla retorica che diffonde l'odio e promuova l'uguaglianza senza tener
conto dell'orientamento sessuale". Se le richieste fossero accolte, avrebbe ragione
Elton John, secondo il quale anche Kaczynski, in quanto polacco, 'è sempre stato
pieno d'amore'.
Luca Galassi
Parole chiave: Kaczynski, omosessuale, università, polonia