22/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo sciopero generale paralizza Israele, che si prepara alla guerra con l'Iran
“Alle 9 di mattina era cominciato lo sciopero generale dei dipendenti del settore pubblico israeliano e anche di alcuni enti religiosi. La battaglia è stata necessaria per garantire il pagamento dei salari arretrati a 3700 dipendenti di 10 enti locali, dal momento che non percepiscono salario e sussidi sociali da circa sei mesi”.

il logo del sindacato histadrutMobilitazione generale. Rispondeva così ieri al telefono a PeaceReporter, Avital Shapira, direttrice del Dipartimento internazionale di Histadrut, la centrale sindacale israeliana, mentre tutt'attorno a lei il suo ufficio era impegnato a gestire una delle più grandi proteste della storia d'Israele. “Sono stati circa 400 mila i dipendenti che hanno aderito allo sciopero”, risponde Shapira interrogata sui numeri dell'adesione, “sono stati bloccati gli aeroporti, le stazioni e il trasporto pubblico in generale, gli uffici statali, tranne quelli del ministero della Difesa, e i sevizi pubblici, fatta eccezione per le emergenze”. Proprio all'emergenza si è appellato il governo, che fino all'ultimo momento ha trattato con il sindacato per scongiurare lo sciopero generale, ottenendo però solo un rinvio di tre ore. All'alba di ieri, però, dopo una notte di trattative condotte dal ministero delle Finanze israeliano, il sindacato ha dato il via allo sciopero, che è durato fino al primo pomeriggio, quando è stato trovato l'accordo: fine dell'agitazione e precise garanzie sul pagamento degli stipendi arretrati.

il premier israeliano euhd olmert a una seduta del consiglio dei ministriCattiva gestione e grandi manovre. Il governo, furioso per l'ennesimo danno d'immagine, dopo gli scandali sessuali e la gestione della guerra di questa estate in Libano, è riuscito a trovare un'intesa, ma resta da capire come sia potuto accadere che migliaia di dipendenti pubblici siano rimasti senza stipendio. Soprattutto se si tiene conto del fatto che, nel 2006, il bilancio estero è stato in equilibrio con un leggero surplus, mentre il Pil è cresciuto del 5 percento e il Fondo Monetario Internazionale ha previsto, per il 2007, una crescita ancora più forte del paese.
“Gli stipendi degli enti locali sono erogati dal ministero delle Finanze e dal ministero degli Interni - spiega Shapira - Il problema è la cattiva gestione dei comuni e delle amministrazioni locali. Tuttavia non si può punire i lavoratori quando un sindaco o un amministratore non sa gestire la propria attività e, quando succede, i ministeri dovrebbe licenziarli”.
Cattiva gestione, quindi, ma anche una crisi politica internazionale che, per le voci di spesa del ministero della Difesa, vede drenate una parte rilevante delle risorse nazionali, anche se proprio il settore industriale della produzione militare sia la locomotiva della ripresa economica. Nei giorni precedenti lo sciopero generale il ministro della Difesa israeliano Amir Peretz ( per ironia della sorte storico capo di Histadrut) aveva organizzato la più grande esercitazione pubblica in caso di attacco con armi non convenzionali. Le manovre militari hanno incluso 132 centri abitati, 5 mila poliziotti e mille soldati, svolgendo le più ampie manovre militari della sua storia. Le manovre includevano la preparazione ad affrontare diversi pericoli, fra cui attacchi con missili e grandi operazioni di guerriglia. Nel quadro di queste manovre, la popolazione è stata addestrata ad affrontare attacchi anche con armi chimiche. E tutto questo ha un costo enorme, ritenuto però necessario per l'incombente pericolo iraniano, con buona pace dei dipendenti pubblici.

Christian Elia

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