“Abbiamo aderito alla Commissione
etica internazionale, promossa dal Movimento delle vittime dei
crimini di Stato in Colombia, per far sì che a essere
internazionalizzata non sia soltanto la mafia, ma anche la solidarietà e la lotta
all'impunità, alle mafie di tutto il mondo”. A spiegare come
mai “Libera-associazioni nomi e numeri
contro le mafie” di don Luigi Ciotti abbia scelto di appoggiare la Commissione
che lavorerà a fianco delle vittime delle violenze nel paese sudaemricano, è il
coordinatore del settore internazionale
dell'associazione, don Tonio dell'Olio, raggiunto telefonicamente a Polistena,
in Calabria,
dove
Libera stava festeggiando la giornata dell'impegno e della memoria,
“per dire basta alla carneficina, alle vittime di mafia”, per
usare le parole pronunciate con voce energica dallo stesso Ciotti.
Unione naturale. “Non c'è traffico, dagli
esseri umani alle droghe, che non passi attraverso i confini
nazionali. La società civile deve necessariamente
internazionalizzarsi a sua volta, raccogliersi in rete e sostenersi,
scambiarsi informazioni, fare pressione sui governi, sugli organismi
sovranazionali”. E perché proprio la Colombia? “Il nostro
fine è impegnarsi a maggior ragione dove le mafie italiane
sono presenti e lucrano e la Colombia è sicuramente al primo
posto: le mafie italiane, la 'ndrangheta in particolare, vengono
considerate dai narcotrafficanti di stanza nel paese andino
un'agenzia più che affidabile, diciamo la migliore. Quindi, avendo già in Italia
un
coordinamento delle vittime della mafia, è stato naturale
prendere contatto con le associazioni colombiane e lavorare insieme”.
I fini. Verità, giustizia e riparazione,
sono infatti i principi che hanno ispirato la nascita della
Commissione, un gruppo di lavoro che si è posto l'obiettivo di
“difendere
la verità storica di fronte all’assenza di un sistema di
giustizia capace di affrontare seriamente il genocidio e i crimini
contro l’umanità, nonché la difesa dei diritti delle
vittime”. L'intento è raccogliere le
testimonianze, le denunce, le prove in modo da arrivare a costituire
una Commissione della Verità Indipendente che faccia luce sui
crimini di lesa umanità. Nel gruppo di lavoro ci sono nomi del
calibro di Adolfo Perez Esquivle e rappresentanti di associazioni da
ogni parte del mondo: dalla Madri di Plaza de Mayo argentine, al
Movimento Sem Terra brasiliano.
Come Polistena. “La situazione nel paese andino è
molto grave”, racconta don Dell'Olio, “Basta pensare alla legge
Justicia y Paz – prosegue il religioso - che permette al
paramilitare reoconfesso di restare impunito a condizione che la
magistratura non riscontri, nei sei mesi successivi la deposizione,
altri crimini da lui commessi e non ammessi. E la prima persona ad
aver usufruito di questo beneficio enorme è stato proprio
Salvatore Mancuso, il re del narcotraffico internazionale, fondatore
dell'Autodifesa Unita della Colombia”. Doppio passaporto
italiano-colombiano, (perché nato da genitori siciliani),
Mancuso è legato a doppio filo alla mafia calabrese.
“Per questo – prosegue don Tonio -
dato che c'è questa collaborazione fra la parte negativa della
Calabria e quella negativa della Colombia, noi vorremo mettere a
contatto le due parti belle e positive. Magari partendo dalle
cooperative dei giovani che lavorano sui beni confiscati, con i
giovani che potrebbero fare altrettanto in Colombia, dove già
esiste una legge Extencion de dominio, che permette la
confisca dei beni ai narcotrafficanti e il successivo uso sociale.
Una legge che è praticamente rimasta lettera morta, tranne che
per alcuni beni dati alla Chiesa, alle Nazioni Unite e al Governo”.
Un proposito che pronunciato dalle terre di Polistena suona ancora
più forte. Come ha spiegato don Ciotti, “proprio a Polistena
è nata la prima cooperativa su terreni confiscati alla
criminalità organizzata, una cooperativa che oggi dà
occupazione a molti giovani e che rappresenta una speranza concreta”.
Afghanistan come la Colombia. Forme di risarcimento alle vittime, ma
non necessariamente in termini economici. “Un aiuto a 360 gradi –
precisa il religioso - destinato a tutte le vittime dei cosiddetti
crimini di Stato. Una dizione che non si riferisce solo a coloro che
sono morti per i proiettili di polizie ed esercito, ma che
sottintende gli intrecci che ci sono sotto con la politica e con
l'attuale presidenza della Repubblica. La collusione fra
paramilitarismo e militari governativi è micidiale, per non
parlare di quanto male stanno facendo le fumigazioni previste dal
Plan Colombia. E, a proposito di fumigazioni, c'è un
collegamento che esula dal nostro discorso ma che va fatto perché
non promette niente buono: gli Stati Uniti hanno cambiato
l'ambasciatore in Afghanistan. Il nuovo è un signore il cui
ultimo incarico l'ha svolto proprio in Colombia. Che si presagio di
micidiali fumigazioni anche sulle vaste distese di oppio talebane?”.