27/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono in aumento le segnalazioni di infezioni e preoccupa la scarsità di vaccini
Sono ormai più di 1.600 i morti di meningite in quattro Paesi africani, su quasi 15.600 casi di infezione. Il tutto nel corso di due mesi, durante la stagione secca, in cui la malattia è maggiormente presente.

Paesaggio africano. Foto Maria Serena Lunghi La cintura della meningite. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha riportato i dati relativi ai quattro Paesi ove l’infezione è più diffusa. Il primo fra tutti è il Burkina Faso, che conta 7.333 casi sospetti e 583 morti, seguito dal Sudan, in particolare le zone a sud, con quasi 7 mila casi e 430 morti in 9 su dieci stati. Più a distanza l’Uganda (circa 3 mila casi, oltre 100 i morti) e la Repubblica Democratica del Congo (730 casi, 84 morti). I Paesi fanno parte di quella che viene chiamata ‘cintura della meningite’, che si estende dal Senegal a ovest fino all’Etiopia a Est. In questa zona vi è una particolare diffusione dell’infezione fra dicembre e giugno, durante la stagione secca, favorita dalle condizioni climatiche con vento e freddo durante la notte. La meningite rappresenta un’infezione delle membrane che avvolgono il cervello. Può essere causata da diversi microrganismi e fra i batteri uno dei più importanti, in grado di causare epidemie di grandi dimensioni, è la Neisseria meningitidis. La trasmissione dell’infezione è favorita da contatti stretti e prolungati e l’Oms riporta come sia facilitata da condizioni di vita in locali sovraffollati e dagli spostamenti di gruppi numerosi di persone.

Mamma in Africa. Foto di Maria Serena Lunghi Prevenire l’infezione. Per far fronte alle epidemie in Africa, accanto alla gestione con farmaci dei casi, sono in atto diverse campagne di vaccinazione per le popolazioni a rischio di infezione, con il lavoro, accanto alle autorità locali, di organizzazioni governative e non. In particolare, l’International Coordination Group (Icg) on Vaccine Provision for Epidemic Meningitidis (gruppo nato dopo le epidemie di meningite in Africa del 1995-1996), ha distribuito più di un milione di dosi in Sudan, cui se ne aggiungeranno altre. Campagne di vaccinazione sono in corso anche in Burkina Faso, dove sono arrivate già 530mila dosi. Ma la preoccupazione è alta, perché le scorte di vaccino disponibili potrebbero non essere sufficienti, data la situazione di emergenza che si sta delineando. Secondo quanto riportato dall’Oms, vi sono segnali che fanno pensare a un 2007 e 2008 con un possibile aumento considerevole del numero di casi di meningite.

Donne in cammino in Africa. Foto di Maria Serena Lunghi I vaccini scarseggiano. Lo scorso anno si era assistito a una maggiore diffusione dell’infezione nella ‘cintura’ africana, in particolare in Paesi che per diversi anni avevano avuto pochi casi di malattia, come Mali, Nigeria e Sudan. A questo si aggiunge la segnalazione di un nuovo ceppo batterico in diversi Paesi. Questi elementi fanno pensare a un aumento del rischio di una nuova ondata di epidemie di meningite nei prossimi anni. Il tutto aggravato da una ridotta disponibilità di farmaci e vaccini. Già dal 2006 vi sono stati problemi nella produzione di un tipo di vaccino, con maggiore utilizzo delle scorte. Secondo le valutazioni dell’Oms, sarebbero disponibili soltanto 28 milioni di dosi per i prossimi due anni, con un buco di di 52 milioni di dosi se le previsioni più pessimistiche si dovessero avverare. Si stanno quindi cercando alternative per incrementare la produzione di vaccini in tutto il mondo.

 

Valeria Confalonieri

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità