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La cintura della meningite. L’Organizzazione mondiale della sanità
(Oms) ha riportato i dati relativi ai quattro Paesi ove l’infezione è
più diffusa. Il primo fra tutti è il Burkina Faso, che conta 7.333 casi
sospetti e 583 morti, seguito dal Sudan, in particolare le zone a sud,
con quasi 7 mila casi e 430 morti in 9 su dieci stati. Più a distanza
l’Uganda (circa 3 mila casi, oltre 100 i morti) e la Repubblica
Democratica del Congo (730 casi, 84 morti). I Paesi fanno parte di
quella che viene chiamata ‘cintura della meningite’, che si estende dal
Senegal a ovest fino all’Etiopia a Est. In questa zona vi è una
particolare diffusione dell’infezione fra dicembre e giugno, durante la
stagione secca, favorita dalle condizioni climatiche con vento e freddo
durante la notte. La meningite rappresenta un’infezione delle membrane
che avvolgono il cervello. Può essere causata da diversi microrganismi
e fra i batteri uno dei più importanti, in grado di causare epidemie di
grandi dimensioni, è la Neisseria meningitidis. La trasmissione
dell’infezione è favorita da contatti stretti e prolungati e l’Oms
riporta come sia facilitata da condizioni di vita in locali
sovraffollati e dagli spostamenti di gruppi numerosi di persone.
Prevenire l’infezione. Per far fronte alle epidemie in Africa, accanto
alla gestione con farmaci dei casi, sono in atto diverse campagne di
vaccinazione per le popolazioni a rischio di infezione, con il lavoro,
accanto alle autorità locali, di organizzazioni governative e non. In
particolare, l’International Coordination Group (Icg) on Vaccine
Provision for Epidemic Meningitidis (gruppo nato dopo le epidemie di
meningite in Africa del 1995-1996), ha distribuito più di un milione di
dosi in Sudan, cui se ne aggiungeranno altre. Campagne di vaccinazione
sono in corso anche in Burkina Faso, dove sono arrivate già 530mila
dosi. Ma la preoccupazione è alta, perché le scorte di vaccino
disponibili potrebbero non essere sufficienti, data la situazione di
emergenza che si sta delineando. Secondo quanto riportato dall’Oms, vi
sono segnali che fanno pensare a un 2007 e 2008 con un possibile
aumento considerevole del numero di casi di meningite.
I vaccini scarseggiano.
Lo scorso anno si era assistito a una maggiore
diffusione dell’infezione nella ‘cintura’ africana, in particolare in
Paesi che per diversi anni avevano avuto pochi casi di malattia, come
Mali, Nigeria e Sudan. A questo si aggiunge la segnalazione di un nuovo
ceppo batterico in diversi Paesi. Questi elementi fanno pensare a un
aumento del rischio di una nuova ondata di
epidemie di meningite nei prossimi anni. Il tutto aggravato da una
ridotta disponibilità di farmaci e vaccini. Già dal 2006 vi sono stati
problemi nella produzione di un tipo di vaccino, con maggiore
utilizzo delle scorte. Secondo le valutazioni dell’Oms,
sarebbero disponibili soltanto 28 milioni di dosi per i prossimi
due anni, con un buco di di 52 milioni di dosi se le previsioni più
pessimistiche si dovessero avverare. Si stanno quindi cercando
alternative per incrementare la produzione di vaccini in tutto il mondo.Valeria Confalonieri