Da più di 30 ore non si hanno notizie né di Rahmatullah Hanefi,
manager dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, né di Adjmal
Nashkbandi, l'interprete afgano che era con Daniele Mastrogiacomo. Adjmal
dovrebbe essere stato liberato insieme a Daniele Mastrogiacomo, a
detta dello stesso inviato de La Repubblica che lo ha visto
allontanarsi libero dai loro carcerieri. Alcuni invece dicono che sia
ancora nelle mani dei Talebani. Nessuna notizia, da ieri mattina all'alba, anche
di Rahmatullah Hanefi:
nelle mani dei
servizi di sicurezza afgani che lo detengono dalle 5.30 di martedì
mattina senza dare alcuna notizia sulla sua sorte. Lo hanno confermato, in
modo informale, anche i Ros dei carabinieri che operano a Kabul. Un
modo strano, magari afgano, per sentire una "persona informata sui
fatti". La cosa importante è che non cali l'attenzione sulla sorte di
queste due persone, entrambe fondamentali in questa brutta storia
finita bene, e che non cali in generale l'attenzione sulla realtà di un
paese che non è un pezzo di una carta geografica, ma un luogo reale
dove milioni di persone stanno da decenni subendo la guerra.
Questo è il comunicato di Emergency sulla scomparsa di Rahmatullah Hanefi, diramato
martedì mattina:
"Questa mattina all’alba agenti della sicurezza afgana hanno arrestato il manager
dell’ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi. Rahmatullah ha la
sola colpa di avere fatto tutto il possibile per salvare vite umane in immediato
pericolo.
Emergency fa appello ai mezzi di informazione perché sostengano con forza la
liberazione di Rahmatullah Hanefi, che ha contribuito in modo determinante al
rilascio di Daniele Mastrogiacomo".