16/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La cronaca di venerdì 18, tra paura e speranza
conferenza stampa di Emergency a Kabul"Segnali positivi". Parole incoraggianti che arrivano alla fine di una giornata durissima, iniziata con la terribile notizia dell'uccisione di Sayed Agha. Gino Strada, fondatore di Emergency, ha dichiarato a PeaceReporter e poi in una conferenza stampa a Kabul che “Abbiamo ricevuto segnali positivi da una parte e dall'altra. Emergency rinnova la sua disponibilità ad agevolare il positivo svolgimento della vicenda che riguarda l'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, ma chiede l'assoluto silenzio stampa sulla questione”.
 
Sayed Agha. Anche Shahabuddin Atal, portavoce del comandante talebano Mullah Dadullah, aveva dichiarato all'agenzia di stampa afgana Pajhwok che ci sono “alcuni progressi e alcuni segnali positivi che abbiamo ricevuto”, e ha aggiunto che “tutto sarà chiaro entro domani pomeriggio alle 15”. Questa mattina, invece, si era aperta con un comunicato, sempre all'agenzia Pajwok, in cui Shahabuddin Atal affermava che il gruppo che detiene Daniele Mastrogiacomo aveva sgozzato Sayed Agha, l'uomo afgano che lavorava come autista per l'inviato di Repubblica e con lui era stato “arrestato” lo scorso 5 marzo nella provincia di Helmand. Nel tardo pomeriggio il fratello di Sayed si è recato all'ospedale di Emergency a Lashkargah per chiedere notizie: "Avete ricevuto almeno il corpo di mio fratello?". Sayed Agha era accusato dai talebani di essere una spia al soldo delle truppe britanniche nella regione. Nelle mani del gruppo del mullah Dadullah rimane, insieme al giornalista italiano, anche un altro afgano che lavora per lui come interprete.
 
La guerra intorno. Intanto la guerra continua, in tutto l'Afghanistan e in particolare  nella regione in cui si trovano Mastrogiacomo e il suo traduttore. Questa notte a Grishk, poco a nord della capitale provinciale Lashkargah, cinque militari afgani sono stati uccisi da "fuoco amico" in un incidente ancora da chiarire: le forze di Isaf negano ogni coinvolgimento e puntano il dito contro la polizia afgana, mentre le autorità locali hanno inizialmente accusato proprio le truppe straniere. Lo scorso martedì Lashkargah si è svegliata con due attentati suicidi compiuti nel giro di mezz'ora, contro il Provincial Reconstruction Team dei militari britannici e contro il comando della polizia di Lashkargah: tre morti e tanta paura, anche fra coloro che si stanno adoperando per il rilascio di Daniele Mastrogiacomo. E continua nella provincia di Helmand l'Operazione Achille, la grande offensiva della Nato per strappare la regione ai talebani, tra scontri a fuoco e raid aerei. Il comando di Isaf annuncia già "i primi successi". Gli abitanti della zona, però, denunciano che sotto le case di paglia e fango distrutte dalle bombe rimangono i civili.
 
C.S.
Categoria: Guerra, Media
Luogo: Afghanistan