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Dietro le quinte. Tutto si è svolto nella regione
colombiana dell'Urabá, al confine con Panama, dove sono
concentrate le piantagioni della multinazionale. Si tratta di una
zona strategica e quindi presa di mira dai paras. Da tempo, è
al centro di un mega progetto che prevede la costruzione di un
canale (un gemello di quello di Panama) che colleghi i due oceani,
Atlantico e Pacifico, aprendo lo sbocco a lucrosi traffici, leciti e
non. Per questo è teatro di una delle più grandi
tragedie umanitarie della Colombia, che da oltre 40 anni è
piegata da una guerra interna che ha fatto oltre 300.000 vittime. Le
pattuglie dei paras minacciano chiunque si metta sulla loro strada.
L'intento è indurli a scappare e a lasciar libero il prezioso
territorio. E quando le minacce non bastano, si passa agli omicidi
mirati e ai massacri. Il tutto dietro la scusa ufficiale che quella
gente, quei contadini trucidati, altro non sono che simpatizzanti
delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia o dell'Esercito di
liberazione nazionale, i gruppi della sinistra extraparlamentare che
vogliono rovesciare il governo a suon di kalashnikov.
Le scorribande dell'Auc. Un
esempio di quanto accade nell'Urabá è il caso
della Comunità di pace di San José de Apartadó,
che, rifiutatasi di sfollare, si è dichiarata neutrale al
conflitto, nella speranza di poter vivere tranquillamente di caccia e
agricoltura. Una decisione presa senza considerare la vera ragione
che sta dietro le scorribande anti-guerriglia delle Auc, ossia il
pieno controllo del territorio, e che quindi ha decretato la loro
condanna a morte: vivono ogni giorno in un clima di terrore e
minacce, che si concretizzano in uno costante stillicidio di vite
umane.
La reazione ufficiale. Felice
per la decisione presa dal Tribunale Usa si è detto l'intero
governo colombiano. “E' un segnale magnifico - ha commentato il
ministro della Difesa – Pagare un gruppo illegale è un
delitto, pagare estorsioni è un delitto, per questo
applaudiamo a quanto è accaduto”, ha aggiunto durante
un'intervista a un network radiofonico di Bogotá. Poi ha
ammesso: “Sappiamo che questa situazione è una costante e
porteremo ogni singolo caso davanti alla giustizia”. Stella Spinelli
Parole chiave: banana, chiquita, colombia, paramilitari, stella spinelli