19/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Una famiglia iraniana ottiene asilo politico in Canada dopo 10 mesi vissuti in aeroporto a Mosca
La luce in fondo al tunnel, dopo dieci mesi. Tanti ne sono passati da quando 10 iraniani, tutti membri della stessa famiglia, sono arrivati a Mosca, in attesa di un visto per il Canada, come rifugiati politici.

Incredibile vicenda. La loro avventura, che ricorda quella che ha ispirato il film The Terminal, con Tom Hanks, è cominciata nel 2004, quando i fuggiaschi hanno tentato di raggiungere i loro parenti a Ottawa, passando per la Russia e la Germania. Dopo il primo scalo a Mosca, dove tutto era andato bene, la polizia doganale di Francoforte si è resa conto che i loro passaporti erano contraffatti, e ha imbarcato la famiglia sul primo aereo per la Russia. Appena giunti a Mosca, nello scalo di Sheremetyevo, per loro fortuna, le autorità russe li hanno confinati agli arresti domiciliari, senza rispedirli in Iran, dove non avrebbero certo ricevuto un'accoglienza calorosa. A quel punto i funzionari dell'ambasciata canadese a Mosca hanno cominciato un lungo processo burocratico per analizzare la loro richiesta d'asilo.

Lieto fine. L'odissea della famiglia, come se non bastasse quello che avevano già passato, si è ulteriormente complicata a causa del fatto che la domanda che hanno presentato all'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati era sbagliata. La colpa era dell'interprete che, nella traduzione della domanda dal farsi all'inglese, aveva sbagliato alcuni dettagli. A quel punto, a maggio 2006, in attesa di una risposta dal Canada, il governo russo ha privato dell'alloggio la famiglia iraniana che è stata condotta nel terminal dell'aeroporto Sheremetyevo di Mosca. I dieci iraniani, fino a oggi, quando il network televisivo statunitense Cbs ha annunciato che il governo canadese aveva concesso il nullaosta, hanno vissuto nell'aeroporto, tra ignari turisti e uomini d'affari. Privi di tutto, sono riusciti a sopravvivere solo grazie alla solidarietà del personale dell'aeroporto e sono decollati oggi verso Ottawa, dove contano di costruirsi una nuova vita.

red

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