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Condanna della tortura. In un'assemblea tenuta lo scorso fine settimana nel Minnesota, la National Association of Evangelicals (Nae) – un'associazione ombrello di diversi gruppi, con oltre 30 milioni di
membri – ha condannato gli abusi commessi dalle forze armate Usa in Iraq e in
Afghanistan, che hanno “oltrepassato il confine di ciò che è legalmente e moralmente
plausibile”, rendendo il Paese ipocrita agli occhi del mondo musulmano. “Le leggi
statunitensi e la dottrina militare vietano il ricorso alla tortura o al trattamento
crudele e degradante. Tragicamente, nella guerra al terrorismo sono stati documentati
casi del genere”, ha affermato la Nae con un comunicato finale. I leader evangelici
si sono affrettati a precisare che tale presa di posizione non rappresenta una
critica all'amministrazione Bush. “Siamo conservatore, su questo non ci piove”,
ha detto il reverendo Rich Cizik, responsabile delle politiche a Washington della
Nae, “e sosteniamo in modo incondizionato la guerra al terrorismo. Ma ciò non
significa che la sosteniamo se effettuata con ogni mezzo”.
Lotta interna sull'effetto serra. Le recenti dichiarazioni dei leader della Nae sul tema – anche il semplice riconoscimento
che l'effetto serra è un problema causato dall'uomo, e non un'invenzione liberal per indebolire l'economia – sono forse il segno più evidente del fatto che qualcosa
ha iniziato a muoversi, nel rapporto tra gli Usa e l'ambiente. Alla fine del 2006,
un centinaio di importanti esponenti del mondo religioso conservatore ha firmato
una “Iniziativa evangelica sul clima”, esortando all'azione per rovesciare la
tendenza. Lo stesso Cizik ha ammesso di essersi “convertito” sull'effetto serra
nel 2002, dopo aver ascoltato i discorsi di alcuni scienziati. La virata ambientalista
non è stata però accettata da tutti, anzi. In una lettera aperta di qualche giorno
fa, alcune decine di leader evangelici esterni alla Nae hanno chiesto a Cizik
di smetterla di parlare dell'effetto serra, accusandolo di deviare l'attenzione
dalle “grandi questioni morali del nostro tempo”, come l'aborto e l'omosessualità,
classici tabù della destra religiosa.Alessandro Ursic