Israele, al festival europeo della musica, sarà rappresentato da una canzone critica verso l'Iran
scritto per noi da
Yael Artom
Il concorso musicale dell'Eurovisione è
una manifestazione molto seguita dagli israeliani, che sono spesso
esclusi per motivi politici da manifestazioni culturali, come tour
musicali ed eventi internazionali.
Festival europeo della canzone. All'Eurovisione 2007, Israele sarà
rappresentato dalla canzone "Push the Button", del gruppo
Teapacks. Il testo di "Push the Button" fa riferimento al
pericolo del nucleare, e implicitamente ma chiaramente all'Iran e al
suo presidente Ahmadinejad. Nonostante il testo abbia dato luogo a
polemiche, la canzone è stata accettata e gareggerà con
altre 41 il 12 maggio prossimo.
La scelta della canzone, la più
votata fra quattro proposte in un televoto, sembra essere uno dei
tanti sintomi della crescente inquietudine degli israeliani di fronte
alla crisi iraniana e alle dichiarazioni estremiste di Ahmadinejad a
proposito di Israele. Nonostante il voto, molti sono dubbiosi, e non
soltanto per gli aspetti musicali.
Il testo, in inglese, francese e
ebraico, non è certo ermetico, come si può vedere dal
ritornello: "The
world is full of terror, if someone makes an error, he's gonna blow
us up to kingdom come. There
are some crazy rulers, they hide and try to fool us, with demonic,
technologic willingness to harm." ("Il mondo
è colmo di terrore, se qualcuno fa un errore, ci farà
saltare in aria fino al regno a venire. Ci sono dei governanti pazzi,
si nascondono e cercano di prenderci in giro, con demoniaco,
tecnologico desiderio di far danno").
Un messaggio chiaro. Il cantante, Kobi Oz, non sembra
comunque troppo preoccupato. "L'idea", dice, "è
di fare qualcosa che vada oltre i limiti delle norme comunemente
accettate". Oz aggiunge che il loro ruolo è quello di
scuotere l'opinione pubblica, in modo da sollevare un dibattito.
Il testo è troppo controverso e
politico per i gusti di molti israeliani, anche se controversie e
politica non sono certo nuovi nei rapporti fra Israele e
l'Eurovisione. Le nazioni si votano fra loro, ed è quindi
facile immaginare quanto politica possa diventare quella che dovrebbe
essere una scelta musicale. Nel 1998, per esempio, trionfò una
scelta controversa ma meno politica degli israeliani, e Israele vinse
la kermesse. Il transessuale Dana International ha vinto il primo
premio. In quel caso, una scelta discussa ma forte ha funzionato, ma
molti trovano improbabile una vittoria quest'anno.