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La caccia alle streghe inizia giovedì 15 marzo. Circa 700 mila cittadini polacchi che occupano posizioni nel pubblico impiego saranno obbligati a confessare loro eventuali collaborazioni con i servizi segreti dell'ex regime comunista.
Gli informatori confessino. Si tratta di una misura ideata dalla imprevedibile fantasia del presidente Lech
Kaczynski, e dalla sua ossessione per il comunismo. Secondo le prescrizioni della
campagna di "depurazione ideologica anticomunista", tutti i cittadini nati prima
del 1972 devono inviare il loro "curriculum politico" all'Istituto della memoria
nazionale, che verificherà la veridicità dei dati confrontandoli con quelli contenuti
negli archivi dell'ex polizia politica. La legge sostituisce un vecchio decreto
del '97 che sottopose a monitoraggio 28 mila persone, tra politici, magistrati
e funzionari pubblici. Oggi la megalomania presidenziale impone che il controllo
venga moltiplicato per trenta: insegnanti, presidi, giornalisti, diplomatici,
funzionari municipali e regionali, direttori di aziende pubbliche, editori nati
prima del primo agosto 1972 saranno costretti a redigere una sorta di autocertificazione
- o di confessione, secondo i punti di vista - da inviare all'organo preposto
all'accertamento di eventuali collaborazioni con i servizi del passato regime:
l'Istituto nazionale della memoria. Chi mente, rischia l'interdizione dai pubblici
uffici per 10 anni.
Apparato di controllo. All'Istituto della memoria è affidato il compito di incrociare i dati forniti
dai cittadini con elenchi e registri contenuti negli uffici della ex-polizia segreta.
Così facendo, secondo i detrattori della legge, si rischia di nuocere a persone
innocenti, in quanto spesso i file della polizia contengono informazioni ambigue,
se non vere e proprie menzogne fabbricate dagli agenti per guadagnare credito
e stima da parte dei superiori. I file contenute negli archivi, inoltre, non fanno
differenza tra la zelante denuncia e l'informazione estorta sotto pressione. Un
esempio di come tale legge sia espressione di un governo altrettanto oscurantista
quanto il regime che pretende di archiviare tramite epurazioni di massa, è quello
di Andrzej Krawczyk, ex attivista di Solidarnosc negli anni bui e recentemente
ex consigliere di Kaczynski per gli Affari esteri. Krawczyk fu costretto a rassegnare
le dimissioni il mese scorso dopo che il settimanale 'Wprost' ottenne e pubblicò
un documento che 'provava' la sua attività collaborazionistica. Tale documento
fu firmato dall'ex consigliere nel 1982 durante la sua detenzione. Vi si dichiarava
la disponibilità a collaborare col regime.
"Fanatici e complessati". Krawczyk riferì a sua discolpa che i servizi lo costrinsero a firmare dopo 10
ore di interrogatorio, sotto la minaccia che avrebbe passato tre anni in prigione
se non l'avesse fatto. La firma gli guadagnò il ritorno a casa, dalla moglie incinta,
dove riprese la sua attività clandestina e mai - ha dichiarato - collaborò come
informatore della polizia. Mercoledì 14 marzo Krawczyk è stato assolto da un tribunale
di Varsavia, che non ha trovato alcuna prova della sua collusione negli archivi
della polizia segreta. "L'Istituto della memoria - ha detto Krawczyk all'Associated
Press - è guidato da fanatici e complessati. Loro stessi non hanno avuto alcun
ruolo nella lotta al comunismo, perché troppo giovani o troppo passivi. Cercano
adesso di compensare tale negligenza". Dato l'elevato numero di cittadini soggetti
a 'monitoraggio', il timore è che le procedure di verifica impieghino mesi, che
gli uffici e i tribunali preposti, sovraccarichi, costringano eventuali 'sospetti'
a un limbo kafkiano lungo anni, in attesa che il loro destino venga deciso. Un'altra
possibile conseguenza della legge è la paralisi delle aziende pubbliche, dell'amministrazione
statale, delle scuole.
"Traditori comunisti". Sembra non preoccuparsene troppo il governo, che liquida le preoccupazioni degli
oppositori con una scarna dichiarazione, affidata a uno dei suoi parlamentari:
"Se qualcuno non ha niente da nascondere - dice Arkadiusz Mularczyk, del partito
di governo Legge e Giustizia - non si deve preoccupare. Si tratta solo di dichiarare
se si è stati agenti segreti. E anche se lo si è stati, nessun problema, a patto
che si confessi ciò che si è fatto". Nessun problema. Come nessun problema per
molti veterani polacchi del Secondo conflitto mondiale: chi, tra costoro, prese
parte alle Brigate internazionali che combatterono il fascismo in Spagna durante
la Guerra Civile, dovrà rinunciare alla pensione di guerra. Perché? Perché sarà
considerato un "traditore comunista".Luca Galassi