15/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Annunciato il nuovo governo palestinese. Israele: “è un passo indietro”
“Siamo ottimisti, questo governo aprirà una nuova era” ha dichiarato il primo ministro palestinese, Ismail Haniyeh, annunciando la composizione del nuovo governo di unità nazionale, concordata con il partito rivale, Al Fatah.

Il nuovo esecutivoL'accordo. Hamas e Fatah avevano annunciato l'accordo già dopo l'incontro di febbraio alla Mecca, ma ci sono volute alcune settimane per sciogliere l'ultimo nodo: la nomina del ministro dell'Interno. Sabato il parlamento palestinese voterà la fiducia al nuovo esecutivo, da cui ci si aspetta una svolta, sia nella gestione della sicurezza interna, che nei rapporti con Israele e la comunità internazionale. In particolare, i palestinesi sperano che il nuovo governo composto non più solo da Hamas possa spingere l'Unione Europea a rimuovere le sanzioni che dal gennaio 2006 hanno spinto verso l'abisso l'economia palestinese. Come concordato alla Mecca, il nuovo governo si impegnerà a rispettare i precedenti accordi con Israele, ma allo stesso tempo continuerà a sostenere la resistenza.

Ismail Haniyeh e Abu MazenIsraele. La prima reazione di Israele però è stata negativa, un ufficiale del governo ha fatto sapere che considera il nuovo esecutivo un passo indietro nel processo di pace e che Israele farà pressione sulla comunità internazionale affinché non lo riconosca. La posizione di Israele è vincolata dalle tre condizioni poste dal Quartetto, che pretende dai palestinesi il riconoscimento di Israele, la rinuncia alla violenza e il rispetto dei precedenti accordi. Washington ha già fatto sapere che collaborerà col governo palestinese solo se rispetterà quelle condizioni, mentre la posizione dell'Unione Europea sembra essere più possibilista. Haniyeh ha spiegato che “la resistenza è un diritto legittimo del popolo palestinese. La fine della resistenza dipende dalla fine dell'occupazione e il conseguimento della libertà, del diritto al ritorno e dell'indipendenza”. Haniyeh ha concluso dichiarando che “Il governo rispetterà le risoluzioni internazionali e gli accordi firmati dal Plo”. Mercoledì scorso Israele e gli Stati Uniti avevano invitato i paesi arabi a discutere, nel prossimo summit, alcune modifiche al piano di pace proposto dall'Arabia Saudita nel 2002, specialmente per quel che riguarda i profughi e il loro diritto al ritorno. Ufficiali dell'Autorità Palestinese hanno ribadito il loro sostegno al piano saudita, ma si sono opposti all'ipotesi di fare rientrare i profughi in Cisgiordania e a Gaza anziché nel territorio oggi israeliano.

L'esecutivo. Come stabilito alla Mecca, il nuovo governo sarà composto da personalità di Hamas, di Fatah e da alcuni politici indipendenti. Il primo ministro sarà ancora Ismail Haniyeh, mentre tra gli altri la figura più rilevante è certamente il nuovo ministro dell'Interno, Hani Talab al Qawasami, che dovrà riportare la sicurezza nei Territori. Altre figure che potrebbero dare una ventata di novità alla politica palestinese sono il ministro delle finanze, Salam Fayad, e quello dell'informazione, Mustapha Barghouti.
 
 
 

Naoki Tomasini

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