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Le mani sulla Costituzione.
Si
tratta di una serie di emendamenti che modificano 34 articoli della
Costituzione egiziana, proposti dal presidente Hosni Mubarak. Il
Parlamento, per due giorni, discuterà delle modifiche
costituzionali e trasmetterà il testo di nuovo a Mubarak, che
lo approverà e, all'inizio di aprile, lo sottoporrà a
un referendum popolare per l'approvazione definitiva. Obiettivo
dichiarato della riforma è quello di eliminare tutti residui
dell'impostazione socialista della Costituzione.
Opposizione in crisi. Anche
l'opposizione laica non se la passa molto bene. Il partito al-Ghad,
dopo l'arresto nel dicembre 2005 del suo leader, l'avvocato Ayman
Nour, è in crisi. Il 2 marzo scorso si sono svolte le primarie
interne al movimento per scegliere il candidato sul quale far
confluire i consensi. Le elezioni interne al partito sono state
vinte, per un pugno di voti, da Ehab el-Khouly, ma il suo rivale non
ha accettato la sconfitta facendo appello al Comitato interno per
ottenere almeno un ballottaggio, in quanto si ritiene vittima di
brogli. Stessa accusa lanciata da un altro candidato, che si è
ritirato prima ancora del voto. L'immagine del partito ne esce
danneggiata, e questo avvalora la tesi di una serie di osservatori
che vedono il partito al-Ghad legato al carisma di Nour, ma privo di
una base organizzativa tale da rappresentare una valida alternativa
la potere eterno del 'faraone'. Ancora una volta quindi, in Egitto,
la vera opposizione è rappresentata dai Fratelli musulmani,
che hanno numeri e struttura per rappresentare un reale cambio della
guardia. Solo che il movimento è da sempre combattuto dal
governo egiziano, grazie alle leggi speciali in vigore in Egitto dal
1981, introdotte dopo l'omicidio dell'allora presidente Sadat.
Mubarak sa che deve temere solo loro e la reazione del regime non si
è fatta attendere, con l'arresto di 18 militanti dei Fratelli
musulmani il 13 marzo, in 6 governatorati differenti del paese. Tra
loro Mahmud Ghozlan, membro del direttivo dell'organizzazione
islamica, arrestato a casa sua al Cairo. Il 15 marzo, la polizia ha
arrestato altri 10 militanti, tutti con l'accusa di 'appartenenza a
un'organizzazione illegale'. Inoltre, da tempo, all'interno dei
Fratelli è in atto una lotta tra la vecchia e la nuova
generazione, che rischia d'indebolire il gruppo. Tutto a vantaggio
del faraone. Christian Elia
Parole chiave: egitto, hosni mubarak, ayman nour, fratelli musulmani, gamal mubarak