14/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



A Roma cinque ergastoli per i colpevoli dei crimini avvenuti durante il periodo della dittatura argentina
  
Cinque ex ufficiali argentini accusati di essere i responsabili degli omicidi di tre cittadini di origine italiana, avvenuti a Buenos Aires fra l'agosto 1976 e il dicembre 1977, durante la dittatura militare, erano sotto processo per le terribili vicende legate a quel periodo con l'accusa di omicidio plurimo volontario e premeditato. Sono stati tutti condannati in contumacia all'ergastolo.
 
Una sentenza storica. "E' un'importante vittoria per la giustizia universale, per impedire l'impunità. Sono felice che in Italia sia stata fatta giustizia e questo fornisce alle "nonne" una forza per andare avanti e per costruire un'Argentina più democratica e sovrana". Queste le parole di Estela Carlotto, presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, immediatamente successive alla lettura della sentenza. E adesso pare che sia già pronta la documentazione che richiede l'estradizione per i condannati.

La facciata della Esma, luogo simbolo della dittatura argentina. Da qui sono passati circa 5.500 detenuti. La stragrande maggioranza ha perso la vitaI fatti. Angela Maria Aieta, Giovanni Pegoraro e sua figlia Susanna furono rapiti, torturati e infine uccisi da uomini appartenenti al “Grupo de Tarea 3,3,2”, istituito presso la Esma, la Escuela Mecanica de l'Armada, una sorta di campo di concentramento nel quale sono stati incarcerati e torturati migliaia di oppositori politici al regime militare, ma anche sindacalisti e giovani studenti.
La figlia di Giovanni Pegoraro, Susanna, fu rapita, torturata e infine uccisa mentre era in attesa di un figlio.
Angela Maria, invece, fu bloccata mentre manifestava a favore dei diritti politici dei suoi connazionali, e in particolare del figlio Dante Gulla, leader del movimento giovanile peronista, che in quel momento si trovava agli arresti.
Per i loro aguzzini, Jorge Eduardo Acosta, Alfredo Ignacio Astiz, Jorge Raul Vildoza e Hector Antonio Febres, assenti durante la fase processuale, il giudice ha stabilito la pena dell'ergastolo. Ergastolo anche per un altro membro del temibile gruppo, Antonio Vanek. Per lui il pubblico ministero aveva chiesto l'assoluzione.
All'interno della Esma gli uomini dell'esercito mettevano in atto le peggiori torture contro gli oppositori politici appartenenti soprattutto alla sinistra argentina. Un calcolo approssimativo spiega che almeno 5 mila persone sono state rinchiuse alla Esma e che di molte di loro non si è saputo più nulla, fanno cioè parte della folta schiera dei desaparecidos argentini. Dalla Esma, infatti, molti dei detenuti che uscivano salivano sui “voli della morte” per andare incontro all'ultimo viaggio della loro vita. La terribile dittatura ha fatto in modo che in Argentina ancora oggi si parli di una “generacion que falta”, generazione che manca.
Ma oggi, almeno queste tre persone di origine italiana, potranno ottenere giustizia.

Alessandro Grandi

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