24/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Arriva la legge contro il turista sessuale in cerca di minori
Per il turista in cerca di sesso la belle epoque sembra avere le ore contate. Il prossimo maggio, in Colombia, entrerà in vigore il Testo unico della Legge sull’infanzia e l’adolescenza, che prevede pene molto severe per i pedofili. A tirare un sospiro di sollievo sarà, prima fra tutte, Cartagena de Indias, cittadini colombiana sulle rive dell'oceano Atlantico, meta prediletta per il viaggiatore in cerca di trasgressione: cocaina e sesso facili sono attrattive insuperabili, ma a questo si somma il coinvolgimento di oltre duemila bambini nel giro della prostituzione minorile. Un affare di milioni di pesos, che è arrivato a sfruttare maschi e femmine anche di 5-6 anni, e che è gestito da una rete criminale ben organizzata facente capo all’Autodifesa unita della Colombia (Auc), gruppo paramilitare guidato da Salvatore Mancuso, signore indiscusso del narcotraffico internazionale e ora agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Bambine nel giro della prostituzione a Cartagena de Indias. Foto di Matt ShonfeldIl tramonto della 'bella vita'. Il provvedimento di legge che entrerà in vigore è molto complesso, frutto delle quinquennali fatiche di un’apposita Commissione, a cui hanno partecipato anche rappresentanti dell’Onu e di Ong nazionali e internazionali. “Finalmente – spiega Veronique Henry, delegata in Colombia di Terre des Homme Losanna, organizzazione che da anni lotta contro lo sfruttamento minorile - anche quel 41,5 percento della popolazione colombiana, che corrisponde ai minori di 18 anni, sarà riconosciuto come soggetto titolare di diritti. Lo Stato non ha potuto che scuotersi davanti ai 14 milioni di bambini e bambine vittime di delitti sessuali in Colombia, a cui si aggiungono gli 11 mila maltrattati in famiglia, i 2,7 milioni di bambini-lavoratori, i nove milioni morti ammazzati al giorno, e i circa 2,5 milioni costretti a vivere sotto la soglia di povertà”. Centomila sono, invece, i bambini di strada e 10mila quelli arruolati dai gruppi armati.

Ragazzina colombiana che si prostituisce a Cartagena de Indias.  Foto di Matt ShonfeldLa testimonianza. “Una legge che prevedesse al centro del castello giuridico l’interesse superiore del minore era urgente – aggiunge la cooperante – e la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Onu del 1989, ratificata dalla Colombia nel ’99, lo imponeva. Le nuove norme cancelleranno anche il principio di favorabilidad (beneficio) nei reati contro i minori, in base al quale un imputato accusato di un delitto che prevede una pena inferiore a 4 anni non può essere trattenuto in custodia cautelare. Più di una volta questo principio giuridico si è trasformato in un incubo per i ragazzini, perseguitati dai loro carnefici per aver osato denunciarli. D'ora in poi nessun beneficio spetterà a chi abusa dei minori, nemmeno il patteggiamento o il giudizio abbreviato e gli adulti rischieranno fino a dieci anni di reclusione. Qualcosa sta cambiando e noi continueremo a lottare”. 

Libraio di Cartagena de Indias.  Foto di Matt ShonfeldAltra buona nuova. Scuotere le coscienze di cittadini e istituzioni è dunque il primo passo per riuscire a prevenire il problema e i risultati del serio lavoro portato avanti negli ultimi anni da una rete di associazioni, fra cui il Comitato italiano per lo sviluppo dei popoli (Cisp), lo dimostra. Comune, Procura, Istituto nazionale del benessere familiare (espressione del governo) e le principali aziende turistiche cittadine hanno infatti siglato, all’inizio del 2006, il “Codice di condotta contro lo sfruttamento sessuale minorile”, sotto l’egida del Consiglio distrettuale. Si tratta di una serie di comportamenti da evitare e di una lista di precauzioni da prendere, fra cui volantini contro il “turista per sesso” da appendere nei bar e all’aeroporto, agenti appositamente formati in servizio nei punti più caldi e conferenze destinate a sensibilizzare il personale alberghiero. “È un gesto importante, un vero e proprio codice di deontologico che spero non resti lettera morta”, aggiunge Henry. “I ragazzi devono sapere e capire che non sono soli, che possono e anzi devono denunciare ogni singolo caso”. È grazie all’indifferenza generale, infatti, che questo business prospera. “Fino a che ci sarà omertà, ci sarà impunità". Adesso sono soltanto tre i pedofili dietro le sbarre, tutti colombiani. E per uno soltanto è arrivata la condanna definitiva a otto anni e nove mesi. Ma Veronique si dice comunque “piena di speranza nel futuro”.
 

Stella Spinelli

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