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Il tramonto della 'bella vita'. Il
provvedimento di legge che entrerà in vigore è molto complesso, frutto delle quinquennali
fatiche di un’apposita Commissione, a cui hanno partecipato anche
rappresentanti dell’Onu e di Ong nazionali e internazionali.
“Finalmente – spiega Veronique Henry, delegata in Colombia di
Terre des Homme Losanna, organizzazione che da anni lotta contro lo
sfruttamento minorile - anche quel 41,5 percento della popolazione
colombiana, che corrisponde ai minori di 18 anni, sarà
riconosciuto come soggetto titolare di diritti. Lo Stato non ha
potuto che scuotersi davanti ai 14 milioni di bambini e bambine
vittime di delitti sessuali in Colombia, a cui si aggiungono gli 11
mila maltrattati in famiglia, i 2,7 milioni di bambini-lavoratori, i
nove milioni morti ammazzati al giorno, e i circa 2,5 milioni
costretti a vivere sotto la soglia di povertà”. Centomila
sono, invece, i bambini di strada e 10mila quelli arruolati dai
gruppi armati.
La testimonianza. “Una
legge che prevedesse al centro del castello giuridico l’interesse
superiore del minore era urgente – aggiunge la cooperante – e la
Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Onu
del 1989, ratificata dalla Colombia nel ’99, lo imponeva. Le nuove
norme cancelleranno anche il principio di favorabilidad (beneficio) nei
reati contro i minori, in base al quale un imputato accusato di un
delitto che prevede una pena inferiore a 4 anni non può essere
trattenuto in custodia cautelare. Più di una volta questo
principio giuridico si è trasformato in un incubo per i
ragazzini, perseguitati dai loro carnefici per aver osato
denunciarli. D'ora in poi nessun beneficio spetterà a chi
abusa dei minori, nemmeno il patteggiamento o il giudizio abbreviato e gli adulti
rischieranno fino a dieci anni di reclusione. Qualcosa
sta cambiando e noi continueremo a lottare”.
Altra buona nuova. Scuotere le coscienze
di cittadini e istituzioni è dunque il primo passo per
riuscire a prevenire il problema e i risultati del serio lavoro portato avanti
negli ultimi anni da una rete di
associazioni, fra cui il Comitato italiano per lo sviluppo dei popoli
(Cisp), lo dimostra. Comune,
Procura, Istituto nazionale del benessere familiare (espressione del
governo) e le principali aziende turistiche cittadine hanno infatti
siglato, all’inizio del 2006, il “Codice di condotta contro lo
sfruttamento sessuale minorile”, sotto l’egida del Consiglio
distrettuale. Si tratta di una serie di comportamenti da evitare e di
una lista di precauzioni da prendere, fra cui volantini contro il
“turista per sesso” da appendere nei bar e all’aeroporto,
agenti appositamente formati in servizio nei punti più caldi e
conferenze destinate a sensibilizzare il personale alberghiero. “È
un gesto importante, un vero e proprio codice di deontologico che
spero non resti lettera morta”, aggiunge Henry. “I ragazzi devono sapere e capire
che non sono soli, che possono e anzi devono denunciare ogni singolo caso”. È
grazie all’indifferenza generale, infatti, che questo business
prospera. “Fino a che ci sarà omertà, ci sarà
impunità". Adesso sono soltanto tre i pedofili dietro le sbarre, tutti colombiani.
E per uno soltanto è
arrivata la condanna definitiva a otto anni e nove mesi. Ma Veronique
si dice comunque “piena di speranza nel futuro”. Stella Spinelli