La
fine di un mito lascia sempre un vuoto, anche se non brillava per
contenuti particolari. E' il caso della vita notturna di Manama, la
capitale del Bahrein. Dopo anni di libertà e tolleranza,
rispetto agli standard della regione, finisce l'era del turismo
notturno nel paese del Golfo.
Fine di un'epoca. Lo
ha comunicato nei giorni scorsi Mohammed Abdel Ghaffar, il ministro
dell'Informazione, che ha annunciato la prossima messa al bando dei
night-club. “E' finita l'era del turismo depravato”, ha tuonato
il ministro, “il Bahrein punterà tutto sul turismo
familiare”. La prima mossa della nuova strategia è stata
quella di non rinnovare la licenza dei locali notturni del Regno, che
hanno annunciato battaglia ma che sono destinati a soccombere di
fronte alla volontà politica di sua altezza Hamad bin Isa
al-Khalifa. Con buona pace dei gestori dei locali nella zona tra
Government Avenue e a
l-Khalifa Avenue di Manama, che
pullula di locali. La maggior parte di questi si basa sul business
della prostituzione e, cose mai viste da queste parti, transessuali e
omosessuali sono liberi di offrirsi ai clienti, senza doversi
nascondere.
La via del peccato. Clienti
occidentali, ma anche e soprattutto sauditi. Già, proprio i
cittadini dell'impero dell'ortodossia sunnita, che in patria
impediscono alle donne di possedere anche una carta d'identità,
ma che non sono evidentemente immuni dal fascino dell'erotismo
trasgressivo. Dopo la preghiera del venerdì, infatti, ogni
settimana il ponte che collega il Bahrein all'Arabia Saudita,
chiamato King Fahad Highway, viene preso d'assalto dalle auto
lussuose dell'alta borghesia saudita, che si lancia a tutta velocità
per andare a infilare i suoi petroldollari negli slip delle
spogliarelliste. Locali notturni a parte, quella arteria è
diretta verso tutti i divertimenti negati in Arabia Saudita, come il
cinema. Ma adesso il re ha detto stop, consapevole di rinunciare a un
affare capace di produrre un giro di milioni di dollari in un anno.
Quello che sembra a tutti gli effetti un autogoal, potrebbe essere
spiegato con un'improvvisa ondata moralista nel paese, che ha a che
fare con la sempre maggior influenza del clero sunnita sul potere del
re. Il Bahrein infatti vede al potere una minoranza sunnita che
domina, con mezzi non sempre ortodossi, una maggioranza sciita. E il
re ha troppo bisogno dell'appoggio dei religiosi sunniti per
mantenere il potere. Un regno val bene un night club insomma, con
buona pace dei sauditi.
Ch.E.