13/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Bahrein bandisce i locali notturni, simbolo delle notti nel paese del Golfo
La fine di un mito lascia sempre un vuoto, anche se non brillava per contenuti particolari. E' il caso della vita notturna di Manama, la capitale del Bahrein. Dopo anni di libertà e tolleranza, rispetto agli standard della regione, finisce l'era del turismo notturno nel paese del Golfo.
 
un locale notturno di manamaFine di un'epoca. Lo ha comunicato nei giorni scorsi Mohammed Abdel Ghaffar, il ministro dell'Informazione, che ha annunciato la prossima messa al bando dei night-club. “E' finita l'era del turismo depravato”, ha tuonato il ministro, “il Bahrein punterà tutto sul turismo familiare”. La prima mossa della nuova strategia è stata quella di non rinnovare la licenza dei locali notturni del Regno, che hanno annunciato battaglia ma che sono destinati a soccombere di fronte alla volontà politica di sua altezza Hamad bin Isa al-Khalifa. Con buona pace dei gestori dei locali nella zona tra Government Avenue e al-Khalifa Avenue di Manama, che pullula di locali. La maggior parte di questi si basa sul business della prostituzione e, cose mai viste da queste parti, transessuali e omosessuali sono liberi di offrirsi ai clienti, senza doversi nascondere.
 
la mappa del bahrein con il ponte che collega con l'arabia sauditaLa via del peccato. Clienti occidentali, ma anche e soprattutto sauditi. Già, proprio i cittadini dell'impero dell'ortodossia sunnita, che in patria impediscono alle donne di possedere anche una carta d'identità, ma che non sono evidentemente immuni dal fascino dell'erotismo trasgressivo. Dopo la preghiera del venerdì, infatti, ogni settimana il ponte che collega il Bahrein all'Arabia Saudita, chiamato King Fahad Highway, viene preso d'assalto dalle auto lussuose dell'alta borghesia saudita, che si lancia a tutta velocità per andare a infilare i suoi petroldollari negli slip delle spogliarelliste. Locali notturni a parte, quella arteria è diretta verso tutti i divertimenti negati in Arabia Saudita, come il cinema. Ma adesso il re ha detto stop, consapevole di rinunciare a un affare capace di produrre un giro di milioni di dollari in un anno. Quello che sembra a tutti gli effetti un autogoal, potrebbe essere spiegato con un'improvvisa ondata moralista nel paese, che ha a che fare con la sempre maggior influenza del clero sunnita sul potere del re. Il Bahrein infatti vede al potere una minoranza sunnita che domina, con mezzi non sempre ortodossi, una maggioranza sciita. E il re ha troppo bisogno dell'appoggio dei religiosi sunniti per mantenere il potere. Un regno val bene un night club insomma, con buona pace dei sauditi.
 
Ch.E. 
Parole chiave: manama, bahrein, arabia saudita,
Categoria: Politica, Costume
Luogo: Bahrein