Bombardati villaggi georgiani in Abkazia. Tbilisi accusa russi e separatisti, che però negano

Le forze armate georgiane, esercito e aviazione, sono in
stato di massima allerta e pronte a intervenire. A Tbilisi è in corso una
riunione straordinaria a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza Nazionale,
presieduta dal presidente Mikhail Saakashvili. La tensione in Georgia è
altissima dopo che, la notte scorsa, tre villaggi georgiani nell’alta valle di
Kodori, in Abkazia, sono stati bombardati con missili Grad ed elicotteri russi.
Ad essere colpiti sono i centri montani di Azhara, Gentsvisi e anche quello di
Chkhalta,
dove ha sede il governo abkhazo in esilio. Parecchi i danni, ma non risultano
vittime.
Tbilisi accusa Russia
e separatisti. La Georgia ha immediatamente accusato l’aviazione russa e le
autorità separatiste abkhaze.
Da entrambi i fronti sono arrivate secche smentite.
Il colonnello Alexander Drobishevsky, portavoce delle forze
aeree russe, ha definito “provocatorie” le accuse georgiane.
Il presidente dell’autoproclamata repubblica abkhaza, Sergey
Bagapsh, ha negato ogni coinvolgimento delle proprie forze armate, puntando
invece il dito contro il ribelle Emzar Kvitsiani: l’ex rappresentante
del
governo georgiano nella Gola di Kodori che si è ribellato in armi contro
Tbilisi scatenando
l’intervento
armato georgiano dello scorso luglio. Intervento che la Georgia ha
sfruttato per riprendere il controllo militare dell’alta valle di Kodori,
installandovi il “governo legittimo” dell’Abkazia, quello che dal 1993 – cioè
da quando i separatisti abkazi hanno vinto la guerra contro la Georgia – era in
esilio a Tbilisi.
Torna in ballo il
ribelle Emzar Kvitsiani. Già lo scorso ottobre il villaggio di Azhara fu
colpito da alcuni missili: la Georgia accusò subito abkahzi e russi, ma il
ribelle Kvitsiani rivendicò l’attacco.
Se così fosse anche questa volta, per Tbilisi farebbe poca
differenza: il presidente Saakashvili ha più volte apertamente accusato i
separatisti e la stessa Russia di offrire sostegno e rifugio a Emzar Kvitsiani.
Certo è che i georgiani faranno di tutto per sfruttare al
massimo i fatti della notte scorsa, presentandoli come un atto di guerra che
giustifica un intervento armato per la riconquista dell’Abkahzia. Il ministro
della Difesa georgiano, Levan Nikoleishvili, ha addirittura lasciato intendere
che
la caduta dell’elicottero militare precipitato questa notte mentre si dirigeva
verso l’Abkahzia (uccidendo tre soldati) potrebbe non essere dovuta alle
cattive condizioni del tempo.