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La guerra vista attraverso gli occhi di una telecamera posta nella cabina di
un elicottero: ombre sulla strada, ordini concitati e l'ok al lancio di un missile.
Poi lo scoppio.Prima del lancio del missile si vedono dei pedoni
camminare per una strada di Falluja. Un membro dell'equipaggio,
parlando col controllo li definisce "individui numerosi sulla strada" e
chiede "di farli fuori" ("take them out")
10 secondi dopo la richiesta di fuoco è confermata dal controllo. La foto mostra
l'esplosione iniziale.
La nube dell'esplosione è ben visibile e uno dell'equipaggio esclama: "accidenti
ragazzi!" (oh dude!"). Nell'immagine si vedono le coordinate di tiro e le indicazioni
del trasferimento della registrazione al satellite per l'invio alla base centrale.
La dimensione della nube fa pensare che un numero elevato di passanti possa essere
stato ucciso o ferito seriamente.
Queste immagini sono state diffuse da Channel 4, una televisione inglese e fanno
parte di un video di 59 secondi.. Il video include una pista audio con una conversazione
tra il pilota e il controllo di missione. In nessuna fase della conversazione
col controllo si fa cenno alla potenziale minaccia rappresentata dalle persone
inquadrate dalla camera.
Il filmato era già noto ed un sito islamico, 'Alezah.com', lo aveva mostrato
il 25 settembre scorso. Era contenuto in un agghiacciante documentario dal titolo
“Il destino di un traditore”, nel quale le sequenze del bombardamento erano montate
con la ripresa della decapitazione di un autista egiziano, Mohamed Fawzy Abdel
Al.
In quella prima diffusione l’ostaggio, prima di morire, confessava di essere
una spia. L’uomo, che indossava una galabia a losanghe grigie ed era inginocchiato
e con le mani legate dietro la schiena, commentava una inquadratura nella quale
si vedevano di due piccole capsule metalliche, contenute in un blister di plastica.
Secondo le parole dell’egiziano si trattava di strumenti tecnologici in grado
di permettere l’individuazione di obiettivi da parte dei sistemi di puntamento
degli aerei. Mohammed a quel punto affermava di aver lanciato lui stesso oggetti
simili contro un gruppo di mujahiddin, subito dopo uccisi in un raid dell’aviazione
statunitense. Seguivano le immagini della sua esecuzione.
Il Pentagono, in relazione al video dell’incursione dal cielo, ha affermato
che esperti stanno studiando la sequenza per comprendere la dinamica dell’attacco
di militari americani a "cittad ini iracheni sconosciuti". Il tenente colonnello
Steven Boylan, del Combined Press Information Centre di Baghdad, per spiegare
l’accaduto ha dichiarato: "Il pilota ha visto un gruppo di persone che usciva
di corsa dal palazzo, girava l’angolo della strada e si dirigeva verso un gruppo
di marines che stavano subendo un attacco. Quando il pilota ha chiesto cosa fare
al comando di missione ha ricevuto l’ordine di aprire il fuoco, perché quelle
persone erano gli aggressori dei militari americani".
La ricostruzione è giudicata dal giornalista di Channel 4, che ha intervistato
l’ufficiale Usa, poco verosimile. Nella prima parte del filmato, in campo largo,
non si vedono marines attaccati, la folla non corre e non è possibile affermare
che escano da un palazzo. Inoltre è poco logico pensare a un gruppo di guerriglieri
in gruppo, a passeggio al centro di una strada e allo scoperto, mentre un caccia
bombardiere li sta sorvolando. Il reporter di Channel 4 conclude sostenendo che
il network ha fatto esaminare il documento filmato a due tra i massimi esperti
di cose militari a Londra. I due tecnici hanno ritenuto improbabile la ricostruzione
fatta da Boylan. Secondo un altro quotidiano inglese, ‘The Indipendent’, alcuni
critici sostengono che l’episodio potrebbe configurarsi come crimine di guerra
(Critics say it proves war crimes are being committed).
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