Elezioni: vincono gli eterni rivali Dup e Sinn Fèin. Per governare, dovranno allearsi
Sarà un trionfo per entrambi: il Dup di Ian Paisley e lo Sinn Fèin di Gerry Adams.
Quando mancano ancora 19 seggi su 108 da assegnare, i due maggiori partiti dell'Irlanda
del Nord consolidano la loro leadership nell'ambito delle elezioni per il rinnovo
del Parlamento di Stormont.
Vittoria cinese. Anche se ancora parziale, il risultato si presta a due letture: da un lato gli
elettori hanno confermato il loro desiderio di affiliazione, polarizzando in modo
ancor più marcato, rispetto alle precedenti elezioni, la loro scelta politica.
Dall'altro, il mandato ricevuto investe Dup e Sinn Fèin di una responsabilità
senza precedenti, obbligandoli a non perdere un'opportunità storica. Il voto premia
i due leader che dal 2002, cioè da quando l'assemblea di Stormont è stata sciolta
e sostituita dal Direct Rule di Westminster, si fronteggiano agli estremi dell'arco
costituzionale. Penalizzati, invece, lo Uup (Ulster Unionist Party) e il Sdlp
(Social Democratic and Labour arty). Le due formazioni moderate, che avevano guidato
l'Assemblea di Stormont dal 1999 al 2002, hanno perso il primo un seggio, il secondo
ben quattro. Così, la classifica provvisoria vede in testa il Dup con 30 seggi
(+2 rispetto al 2002), Sinn Fèin con 25 (+2), lo Sldp con 13 (-1), lo Uup con
14 (-4). Novità di queste elezioni è stata la nomina del primo parlamentare cinese,
Anna Lo, già presidente della Chinese Welfare Association e rappresentante della
più grande comunità di stranieri dell'Irlanda del Nord.
Condivisione necessaria. Il futuro è adesso segnato da una scadenza importante: il 26 marzo. Entro quella
data, Paisley e Adams dovranno trovare un accordo per formare un governo di larghe
intese. Nonostante Sinn Fèin abbia guadagnato negli anni la credibilità per potersi
presentare come un valido interlocutore, braccio politico di un'Ira che ha abbandonato
da tempo la lotta armata, il reverendo Paisley nutre ancora forti dubbi sulla
sincerità del partito repubblicano: "Dimostrino coi fatti - dice Paisley - di
appoggiare la nuova forza di polizia e di rispettare la legge". Le due formazioni
dovranno inevitabilmente scendere a compromessi, o Londra staccherà la presa,
sospendendo l'assemblea, revocando incarichi e stipendi e soprattutto non concedendo
un generoso flusso di finanziamenti a Belfast, quantificabile in un milione e
mezzo di euro all'anno per dieci anni. Tony Blair e Bertie Ahern hanno dichiarato
oggi che "gli elettori si aspettano che i due partiti comincino immediatamente
a cooperare. Il ripristino delle istituzioni della devolution rappresenta un'opportunità
di proporzioni storiche che non deve essere perduta", hanno detto in un comunicato
congiunto.