09/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Elezioni: vincono gli eterni rivali Dup e Sinn Fèin. Per governare, dovranno allearsi
Sarà un trionfo per entrambi: il Dup di Ian Paisley e lo Sinn Fèin di Gerry Adams. Quando mancano ancora 19 seggi su 108 da assegnare, i due maggiori partiti dell'Irlanda del Nord consolidano la loro leadership nell'ambito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento di Stormont.
 
Gerry Adams (foto di Marco Pavan)Vittoria cinese. Anche se ancora parziale, il risultato si presta a due letture: da un lato gli elettori hanno confermato il loro desiderio di affiliazione, polarizzando in modo ancor più marcato, rispetto alle precedenti elezioni, la loro scelta politica. Dall'altro, il mandato ricevuto investe Dup e Sinn Fèin di una responsabilità senza precedenti, obbligandoli a non perdere un'opportunità storica. Il voto premia i due leader che dal 2002, cioè da quando l'assemblea di Stormont è stata sciolta e sostituita dal Direct Rule di Westminster, si fronteggiano agli estremi dell'arco costituzionale. Penalizzati, invece, lo Uup (Ulster Unionist Party) e il Sdlp (Social Democratic and Labour arty). Le due formazioni moderate, che avevano guidato l'Assemblea di Stormont dal 1999 al 2002, hanno perso il primo un seggio, il secondo ben quattro. Così, la classifica provvisoria vede in testa il Dup con 30 seggi (+2 rispetto al 2002), Sinn Fèin con 25 (+2), lo Sldp con 13 (-1), lo Uup con 14 (-4). Novità di queste elezioni è stata la nomina del primo parlamentare cinese, Anna Lo, già presidente della Chinese Welfare Association e rappresentante della più grande comunità di stranieri dell'Irlanda del Nord.

Ian Paisley (foto di Marco Pavan)Condivisione necessaria. Il futuro è adesso segnato da una scadenza importante: il 26 marzo. Entro quella data, Paisley e Adams dovranno trovare un accordo per formare un governo di larghe intese. Nonostante Sinn Fèin abbia guadagnato negli anni la credibilità per potersi presentare come un valido interlocutore, braccio politico di un'Ira che ha abbandonato da tempo la lotta armata, il reverendo Paisley nutre ancora forti dubbi sulla sincerità del partito repubblicano: "Dimostrino coi fatti  - dice Paisley - di appoggiare la nuova forza di polizia e di rispettare la legge". Le due formazioni dovranno inevitabilmente scendere a compromessi, o Londra staccherà la presa, sospendendo l'assemblea, revocando incarichi e stipendi e soprattutto non concedendo un generoso flusso di finanziamenti a Belfast, quantificabile in un milione e mezzo di euro all'anno per dieci anni. Tony Blair e Bertie Ahern hanno dichiarato oggi che "gli elettori si aspettano che i due partiti comincino immediatamente a cooperare. Il ripristino delle istituzioni della devolution rappresenta un'opportunità di proporzioni storiche che non deve essere perduta", hanno detto in un comunicato congiunto.

Luca Galassi

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