09/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia di civili in fuga, mentre la polizia cingalese è sotto accusa
L'esercito dello Sri Lanka ha lanciato giovedì una grande offensiva contro i ribelli delle Tigri Tamil, che ha già causato migliaia di sfollati. Mentre la polizia cingalese è accusata di aver rapito e ucciso civili innocenti.

un soldato dell'esercito cingaleseL'offensiva. “Abbiamo già conquistato tre basi dei ribelli nel distretto di Trincomalee”, ha dichiarato il portavoce dell'esercito di Colombo Prasad Samarasinghe, aggiungendo che i combattenti delle Tigri Tamil (Ltte) avrebbero subito “pesanti perdite”, senza però specificare il numero delle vittime. L'operazione, lanciata giovedì mattina, si è conclusa in ventiquattr'ore ed è stata condotta con artiglieria pesante e batterie di missili. L'importanza strategica di Trincomalee, sulla costa orientale dello Sri Lanka, sta nel suo porto, da cui passano i rifornimenti e le armi per le decine di migliaia di soldati cingalesi stazionati nella penisola di Jaffna, all'estremità settentrionale dell'isola. L'offensiva sarebbe stata lanciata proprio per difendere il porto, minacciato dalla vicinanza dell'Ltte. Samarasinghe riferisce che sono almeno 3mila i civili che hanno cercato rifugio nelle zone controllate dal governo nelle ultime due settimane: “Avevano paura che l'Ltte li utilizzasse come scudi umani”.

soldati cingalesi perquisiscono civili tamilUn bagno di sangue”. I portavoce dell'Ltte, invece, respingono le accuse e rilanciano: “I civili sono scappati per sfuggire all'artiglieria dell'esercito”. E aggiungono che un'altra operazione, non confermata finora dall'esercito, sarebbe in corso nel distretto orientale di Batticaloa: le truppe cingalesi, riferisce l'Ltte, cercano di avanzare verso Thoppigala, una base chiave per le Tigri Tamil, aprendosi la strada con l'artiglieria pesante. Circa tremila civili tamil sono arrivati giovedì nella città di Batticaloa, e hanno dichiarato a un reporter della Bbc che stavano scappando dal fuoco dell'esercito nella zona di Paduvankarai. La guerra in Sri Lanka continua senza sosta. Lo scorso lunedì il leader politico dell'Ltte, Thamilselvan, durante un incontro con l'ambasciatore norvegese in Sri Lanka aveva minacciato un “catastrofico bagno di sangue” se la comunità internazionale non avesse preso una “dura posizione” contro il governo di Colombo, accusato di voler “spazzare via” la popolazione tamil. Dati allarmanti provengono anche dalla Missione di monitoraggio, a guida norvegese, incaricata di vigilare sul cessate il fuoco stipulato nel 2002 tra governo cingalese e Ltte. In occasione del quinto anniversario della tregua, la Missione di monitoraggio ha diffuso un tragico bilancio dell'escalation di violenza: mentre nei tre anni successivi al cessate il fuoco si erano registrate circa 130 vittime, negli ultimi quindici mesi il conflitto in Sri Lanka ha causato almeno 4mila morti. Solo dall'inizio del 2007, PeaceReporter ne ha contati almeno 741.

combattenti dell'LttePolizia sotto accusa. Nel frattempo la polizia cingalese è nella bufera. L'ispettore generale della polizia di Colombo ha annunciato all'inizio della settimana di avere arrestato almeno venti persone, tra cui poliziotti, militari e un impiegato del ministero della Difesa: l'ipotesi di reato è di aver partecipato al rapimento e all'uccisione di civili innocenti, perlopiù appartenenti alla minoranza tamil. Secondo la commissione per i diritti umani dello Sri Lanka, si sarebbero registrati almeno cento casi di sparizioni di civili dall'inizio del 2007, mentre l'anno scorso più di mille civili sarebbero svaniti nel nulla. Certo è che ogni giorno, in Sri Lanka, vengono ritrovati cadaveri di civili mutilati. Le aree più colpite sono la capitale Colombo, i distretti di Batticaloa e Vavuniya e la penisola settentrionale di Jaffna. Molti corpi vengono ritrovati orrendamente torturati e finiti a colpi di pistola. Spesso sono ammanettati. E, troppo spesso, vengono ritrovati nei pressi di caserme dell'esercito e della polizia cingalese.

Cecilia Strada

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità