Le vignette pubblicate dalla rivista satirica Le Man raccontano una Turchia diversa
Scritto per noi da
Chiara Onger
Un
Paese che desidera la libertà e una rivista pronta a battersi
per ottenerla. “La Turchia Ride” è in mostra a Ravenna in
occasione del Festival internazionale del fumetto di realtà,
Komikazen.
LeMan.
L’esposizione dei fumetti disegnati da Ramine Erer, Mehemet Çagçag, Tuncay Akgün
e Güneri Içoglu, vignettisti della rivista
satirica turca LeMan per la prima volta ospiti in Italia, rivela
un’immagine della Turchia ben lontana da quella solitamente
trasmessa da mass media e stampa in Occidente. A essere prese
maggiormente di mira dalla tagliente ironia degli autori, sono la
famiglia, i giovani, gli anziani e i conservatori. Pungenti anche le
caricature di personaggi popolari, come ad esempio Kolazak, tassita
moralista e conservatore che costringe la sua ragazza a portare il
velo e nel contempo ha per amante un travestito. Questo personaggio è
stato creato da Çagçag, fondatore della rivista insieme a Tuncay
Akgün.
Il
settimanale LeMan, fondato nel 1986 con il nome di Limon, è un
vero e proprio giornale di attualità politica che ha una
tiratura di 150.000 copie e un prezzo accessibile a tutti (circa 0,50
centesimi di Euro) che ne favorisce la larga distribuzione.
Libertà
di espressione? È giusto che vengano posti limiti alla
libertà di espressione? Quali dovrebbero essere questi limiti?
I tre vignettisti concordano sul fatto che “bisogna essere
consapevoli della propria arte ed essere in grado di fare satira, ma
nel rispetto delle persone, pur andando a infrangere i tabù”
come ha affermato Akgün. “Purtroppo” ci ricorda Çagçag “non
tutti sono in grado di capire e accettare la satira. Ai conservatori
non piace essere criticati.” A provarlo, l’azione legale
intrapresa da Tayyip Erdogan, primo ministro turco, nei confronti del
proprietario della rivista e il fatto che per molti anni ai
coraggiosi fondatori non è stato rilasciato il passaporto. Ma
“LeMan è contrario ad ogni tipo di censura” ha affermato
con decisione Akgün, condannato in passato per la sua satira.
È
stata positiva invece la risposta di Ramine Erer in relazione alla
discriminazione femminile. La vignettista ha infatti incontrato molti
ostacoli per poter ricoprire, all’interno della società, un
ruolo così originale e libertario,“ma gli stessi ostacoli
degli altri vignettisti di sesso maschile della rivista, non legati
al fatto che sono una donna”. Il suo nuovo libro Evlilik,
(matrimoni), esposto in lingua originale alla mostra, sarà
prossimamente stampato in lingua italiana dalla casa editrice
Fernandel e la disegnatrice si dice molto emozionata perché le
sue vignette “incontreranno per la prima volta il pubblico
italiano.
La
Turchia, quella che… Nel
dialogo con gli autori di questi fumetti è emersa una
realtà turca nascosta all’Occidente, quella del “movimento
di liberalizzazione della Turchia -come l’ ha definito il direttore
Çagçag- a cui la a rivista vuole contribuire. Una Turchia in grado di
tollerare le diversità, un paese che non ammazza e non
tortura, non attua discriminazioni sessuali, in cui i conservatori
islamici non possano costringere la parte di popolazione più
moderna a fare ciò che non vuole, in cui ci siano soldi a
sufficienza per tutti e più sicurezza per i bambini.”
“Vogliamo
che l’occidente sappia questo: chi fa satira vede sempre più
avanti rispetto agli altri -continua Çagçag- LeMan è diffusa
molto tra i giovani universitari che traggono spunto dalla rivista
per discutere e comunicare. Così possono sviluppare il loro
spirito critico e cambiare. Poi quando saranno al potere potranno
cambiare anche la Turchia”.