10/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Negli Emirati Arabi Uniti apre una succursale del Louvre
Da qualche giorno è ufficiale: il governo di Abu Dhabi e quello francese hanno firmato un accordo di cooperazione culturale, della durata di 30 anni, per la realizzazione del nuovo Museo del Louvre di Abu Dhabi, che sorgerà nel nuovo distretto culturale sull'isola artificiale di Saadiyat, a circa 500 metri dalle spiagge del più grande degli Emirati Arabi Uniti.

 
un'elaborazione grafica dell'interno del louvre ad abu dhabiUn affare per tutti. Il valore dell'accordo è di un miliardo di euro. La sede del museo, che dovrebbe essere pronta entro il 2012, è stata progettata dall'architetto francese Jean Nouvel e sarà arricchita da opere provenienti da alcuni tra i più importanti centri culturali francesi: il Louvre appunto, il centro Georges Pompidou, il museo D'Orsay e la reggia di Versailles. Il museo si chiamerà Louvre Abu Dhabi. Solo la concessione del nome frutterà al museo parigino 400 milioni di euro in 30 anni. “E' la giusta retribuzione”, ha detto il presidente del Louvre, Henri Loyrette, rispondendo alle critiche di coloro che lo accusavano di aver 'svenduto' il museo simbolo di Parigi. Abu Dhabi ha battuto sul filo di lana Dubai, l'altro emirato più ricco del paese, così come l'azienda edile Rotana, anche lei degli Emirati, ha vinto il succoso appalto per la concessione di 7,5 ettari presso Saadiyat Island, l'isola al largo di Abu Dhabi, per realizzarci una nuova struttura alberghiera, che si sposerà con il museo.
Sarà un hotel ambizioso, con più di 450 stanze. I lavori inizieranno quest'anno, in modo che entro il 2009 sarà aperto al pubblico e completamente operativo.

il plastico del progettoParola d'ordine: diversificare. Polemiche a parte, la strategia degli Emirati Arabi Uniti sembra sempre più dare i suoi frutti. Da tempo, infatti, ad Abu Dhabi e dintorni hanno capito che il periodo d'oro del commercio del petrolio non è eterno, e s'impegnano per investire i mega utili ricavati negli anni, reinvestendoli nel turismo, nell'alta finanza e adesso, con l'operazione Louvre, nella cultura. A questa politica economica, se ne affianca anche una energetica, per sdoganarsi dalla dipendenza dall'oro nero: la ricerca nel settore delle fonti di energia pulita e rinnovabile. Ed ecco partire mega progetti per lo sfruttamento dell'energia solare e di quella nucleare. Un paese in crescita quindi, che vuole diventare un punto di riferimento per l'area in termini turistici, culturali ed economici. Ma esiste anche un rovescio della medaglia, fatto di violazioni dei diritti umani e di sfruttamento della manodopera, costituita dai migranti dell'Estremo Oriente, privi di qualsiasi tutela. Questa contrapposizione ha causato spesso problemi al governo degli Emirati, ma non a tutti coloro che firmano contratti miliardari con gli sceicchi.

red

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