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Sciopero della fame. Con qualunque dei due schieramenti ci s'identifichi, non si può
nella giornata di oggi non rivolgere un pensiero all'Iran, e per la
precisione alle donne militanti di un gruppo di attiviste per i diritti delle
donne,
arrestate durante un raduno domenica scorsa a Teheran. Ieri le
detenute hanno iniziato uno sciopero della fame in carcere. Lo hanno
riferito fonti vicine al collegio di avvocati che le
difendono. Non si conosce neanche il numero preciso delle donne
arrestate, anche se sono almeno 30, come ha fatto sapere Mohammad Ali
Dadkha, che fa capo al Centro per la difesa dei diritti umani della
Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi. Il governo iraniano, per
evitare eventuali manifestazioni di solidarietà, ha vietato
tutte le iniziative nelle Università per la ricorrenza dell' 8
marzo. Mohammad Mehdi Zahedi, ministro della Ricerca scientifica e
dell'Università, ha inviato una lettera ai responsabili degli
atenei informandoli che ogni manifestazione è messa al bando.
La festa delle donne. Tutte le donne sono state trasportate nel famigerato carcere di
Evin, nella capitale Teheran, dove tanti, troppi dissidenti sono
scomparsi senza lasciare traccia. Le donne manifestavano, davanti
alla sede della Corte Rivoluzionaria, una sorta di Corte
Costituzionale iraniana, in occasione dell'apertura di un processo a
carico di alcune loro compagne arrestate mesi fa per un'altra
manifestazione, il 12 giugno 2006, che chiedeva la
fine della pratica delle lapidazioni e parità di diritti tra
l'uomo e la donna nella legislazione iraniana.
L'unica consolazione per queste donne, oltre alla solidarietà
internazionale, è la consapevolezza di rappresentare un
pericolo per il governo iraniano, che teme il loro movimento e lo
reprime al punto da inventare la “giornata della donna
iraniana”, a fine luglio, in coincidenza con l’anniversario della
nascita di Hazrat Fatemeh, figlia di Maometto. Un esempio di come,
aldilà di quello che ciascuno è libero di pensare, la
'festa della donna', iraniana o no, finisce spesso per essere
strumentalizzata.red
Parole chiave: iran, donne, diritti, sciopero della fame, festa delle donne