07/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Paese festeggia i 50 anni dall'indipendenza, tra successi e speranze
Bandiere in ogni dove, caroselli di auto, balli e canti fino a tarda notte: i ghanesi non si sono risparmiati per festeggiare il 50enario dell'indipendenza, alle cui celebrazioni hanno partecipato numerosi capi di stato africani e non. Un'occasione per guardare ai successi e alle speranze di una nazione diventata il faro di tutta l'Africa.

Canti e balli per festeggiare il cinquantenarioFesteggiamenti. "Abbiamo aspettato questo momento a lungo, era da parecchio che non si percepiva un entusiasmo così forte, frutto di un evento unico - riferisce a PeaceReporter Alhaji Aruna Attah, direttore del quotidiano Accra Daily Mail - in questi giorni il Paese è pieno di bandiere, segno che il processo di identificazione nazionale ha fatto grandi passi in avanti. La partecipazione alla coppa del mondo dell'anno scorso e il 50enario hanno cementato molto la società". Ne è passato di tempo da quando, il 6 marzo 1957, l'allora presidente Kwame Nkrumah lesse la dichiarazione di indipendenza dalla Gran Bretagna. Il Ghana diveniva il primo Paese sub-sahariano ad affrancarsi dal colonialismo e il simbolo di un continente. "Samo orgogliosi della nostra storia e del nostro nazionalismo - prosegue il nostro interlocutore - un nazionalismo che non ha nulla a che fare con quello europeo, che ha portato morte e distruzioni. Il nostro è un modo per guardare ai successi del passato e alle sfide del futuro, un momento di introspezione e di dignità".

Suonatori scozzesi in parata durante la cerimonia ufficialeBilancio. Tanti sono i motivi per cui questi 50 anni verranno ricordati positivamente. "Il maggior successo è stato quello di avere tenuto insieme il Paese, nonostante i colpi di stato e i periodi di instabilità che abbiamo vissuto - continua Attah - Nigeria, Liberia, Sierra Leone, Costa d'Avorio, tutti Paesi vicini, prima o dopo hanno vissuto guerre civili e distruzione. Noi siamo sempre riusciti a mantenere la pace, fino a diventare un modello per l'Africa tutta". Un modello riconosciuto anche a livello internazionale, visto il peso che ha il Ghana nel continente. Un peso ottenuto con la partecipazione a numerose missioni di pace in giro per il mondo, e sancito con l'elezione di Kofi Annan a Segretario Generale dell'Onu. Ma la storia del successo ghanese non si esaurisce qui. "Abbiamo raggiunto buoni risultati anche in economia - rivela Attah - mantenendo a un livello accettabile inflazione e debito estero, riuscendo nel contempo a crescere. E i progetti per sostenere l'educazione primaria e secondaria sono investimenti importanti per il futuro".

Sfide. Il bilancio non è però tutto rose e fiori: la democrazia ha messo radici solo nel 1992, dopo una serie di colpi di stato che non hanno risparmiato neanche Nkrumah, il padre dell'indipendenza. "La mancanza di leadership e di presidenti lungimiranti è stata forse la maggiore pecca del Paese - conclude Attah - troppe volte sono stati privilegiati progetti a breve termine, piuttosto che investimenti sul futuro. Prova ne è il fatto che la Malesia, diventata indipendente nel 1957 come noi, è un Paese economicamente molto più avanzato. Ma siamo fiduciosi: se riusciremo a mantenere stabilità e democrazia, in meno di vent'anni recupereremo il tempo perduto"

Matteo Fagotto

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