13/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il suo cadavere mostrato alla stampa. Ucciso nella provincia di Helmand
Il cadavere di Dadullah a KandaharIl regista del sequestro Mastrogiacomo, il comandante militare dei talebani, mullah Dadullah, è stato ucciso ieri dalle forze d’occupazione della Nato nel distretto di Nahri Saraj, provincia meridionale di Helmand, nel corso di un'offensiva nella quale sarebbero rimasti uccisi una settantina di guerriglieri talebani.
Il suo cadavere è stato portato oggi a Kandahar e mostrato alla stampa.
I talebani hanno ufficiosamente confermato la sua morte.   
 
Dadullah, 41 anni, pashtun originario di Kajaki (provincia di Helmand), era il comandante militare dei talebani. Formalmente era in carico per le operazioni di guerriglia nel sud dell’Afghanistan, sostanzialmente era il principale personaggio nella gerarchia talebana dopo il comandante supremo, mullah Omar.
Dadullah ha combattuto con i talebani fin dall'inizio. Nel 1994 perse una gamba su una mina antiuomo a Herat, combattendo contro le forze di Ismail Khan. Nel 1998 gli venne affidata la campagna di conquista delle province centrali abitate dalla minoranza hazara: sterminò così tanti civili che il mullah Omar lo rimosse dall’incarico.
Durante la guerra contro l’Alleanza del Nord guidò invece le operazioni nella provincia di Kunduz.

Mullah Dadullah Alla caduta del regime, Dadullah è fuggito in Pakistan, a Quetta, dove ha organizzato il reclutamento di giovani pachistani da mandare a combattere in Afghanistan. Successivamente è tornato in patria a dirigere la resistenza armata nelle province di  Kandahar, Helmand, Zabul e Uruzgan, al comando di almeno 12 mila uomini sparsi in venti distretti.

Un anno fa era stata diffusa la notizia del suo arresto, ma lo stesso Dadullah smentì mostrandosi alle telecamere di Al Jazeera.
Nell’estate 2006 pare che il mullah Omar abbia inviato Dadullah in Waziristan, Pakistan, per convincere le tribù locali ad accettare una tregua con il governo pachistano (cosa che poi è avvenuta all’inizio di settembre) al fine di alleggerire la pressione sulle retrovie talebane.
Sempre a settembre, Dadullah commentò anche le frasi del Papa sul Profeta Maometto, giudicandole come “la prova che è in corso una crociata contro l’Islam”.

Negli ultimi mesi Dadullah ha concesso molti interviste, anche televisive, diventando il “volto” dei talebani. Pochi giorni fa, ai microfoni dell’emittente britannica Channel 4, ha dichiarato di essere in contatto con Osama bin Laden, il quale sarebbe vivo e parteciperebbe alla pianificazione della jihad afgana.
 

Enrico Piovesana

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