Il suo cadavere mostrato alla stampa. Ucciso nella provincia di Helmand

Il regista del sequestro Mastrogiacomo, il comandante militare dei talebani,
mullah Dadullah, è stato ucciso ieri dalle forze d’occupazione della
Nato nel distretto di Nahri Saraj, provincia meridionale
di Helmand, nel corso di un'offensiva nella quale sarebbero rimasti uccisi una
settantina di guerriglieri talebani.
Il suo cadavere è stato portato
oggi a Kandahar e mostrato alla stampa.
I talebani hanno ufficiosamente confermato
la sua morte.
Dadullah, 41 anni, pashtun originario di
Kajaki (provincia di Helmand), era il comandante militare dei talebani.
Formalmente era in carico per le operazioni di guerriglia nel sud dell’Afghanistan,
sostanzialmente era il principale personaggio nella gerarchia talebana dopo il
comandante supremo, mullah Omar.
Dadullah ha combattuto con i talebani fin dall'inizio. Nel 1994 perse
una gamba su una mina antiuomo a Herat, combattendo contro le forze di Ismail
Khan. Nel 1998 gli venne affidata
la campagna di conquista delle province centrali abitate dalla
minoranza
hazara: sterminò così tanti civili che il mullah Omar lo rimosse
dall’incarico.
Durante la guerra contro l’Alleanza del Nord guidò invece le
operazioni nella provincia di Kunduz.

Alla caduta del regime, Dadullah è fuggito in Pakistan, a
Quetta, dove ha organizzato il reclutamento di giovani pachistani da mandare a
combattere in Afghanistan. Successivamente è tornato in patria a dirigere la
resistenza armata nelle province di Kandahar, Helmand, Zabul e Uruzgan, al comando
di almeno 12 mila uomini sparsi in venti distretti.
Un anno fa era stata diffusa la notizia del suo arresto,
ma lo stesso Dadullah smentì mostrandosi alle telecamere di Al Jazeera.
Nell’estate 2006 pare che il mullah Omar abbia inviato Dadullah
in Waziristan, Pakistan, per convincere le tribù locali ad accettare una tregua
con il governo pachistano (cosa che poi è avvenuta all’inizio di settembre) al
fine di alleggerire la pressione sulle retrovie talebane.
Sempre a settembre, Dadullah commentò anche le frasi del
Papa sul Profeta Maometto, giudicandole come “la prova che è in corso una
crociata contro l’Islam”.
Negli ultimi mesi Dadullah ha concesso molti interviste,
anche televisive, diventando il “volto” dei talebani. Pochi giorni fa, ai microfoni
dell’emittente britannica Channel 4,
ha dichiarato di essere in contatto con Osama bin Laden, il quale sarebbe vivo
e parteciperebbe alla pianificazione della jihad
afgana.