06/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



A Timor Est la popolazione si ribella a sostegno del comandante ribelle
Rimane alta la tensione a Timor Est, in modo particolare nella capitale Dili, dove nei giorni scorsi i soldati australiani della forza internazionale hanno lanciato una vasta operazione volta alla cattura del comandante dei ribelli Alfredo Reinado, accusato di aver attaccato un posto di blocco della polizia locale sottraendo numerose armi. Quattro timoresi armati sono rimasti uccisi durante uno dei raid condotti dai militari contro la base dei ribelli.
 
Violenze a DiliVerso lo stato d’emergenza. L’offensiva contro il ribelle Alfredo, che gode di un largo sostegno nella popolazione timorese, ha scatenato violente manifestazioni di protesta nella capitale Dili, con migliaia di persone che hanno messo a ferro e fuoco la città urlando “Lunga vita ad Alfredo” e slogan contro le forze internazionali e contro il presidente Xanana Gusmao. Che ha reagito dichiarando in televisione che lo Stato utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione, compresa la forza, per fermare la violenza e ripristinare l’ordine. “Il Paese – ha detto Xanana – sta vivendo una situazione di anarchia per la volontà di destabilizzazione di alcuni segmenti della società. Non si può permettere che i cittadini continuino a morire e a vivere in un clima di pesante insicurezza. Sono pronto a dichiarare lo Stato d’emergenza”.
Ma per ora le violenze continuano: sassi contro le vetture del personale internazionale, case e auto bruciate, copertoni incendiati lungo le strade. Elicotteri perlustrano dall’alto la città di giorno e di notte. Davanti alla Cattedrale, quasi in segno di sfida, uno striscione afferma il pieno sostegno della popolazione timorese al comandante Alfredo Reinado.  
 
Il maggiore ribelle Alfredo ReinadoAlfredo, difensore del popolo. “Possediamo le armi per difendere il popolo timorese e per salvaguardare le esigenze della gente, non per difendere chi ne sta alla guida”. Con queste parole il capo ribelle ha risposto al governo che nei giorni scorsi lo aveva invitato ad arrendersi e a consegnarsi alla giustizia, garantendogli un equo processo. “Ho sempre creduto che la giustizia sia essenziale per la riconciliazione. Le autorità timoresi concordano con il mio punto di vista e sul fatto che l’impunità non può prevalere”, ha  dichiarato il rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite a Timor Est, Mr. Khare, durante la conferenza stampa di domenica 4 marzo. 
L’Indonesia ha deciso di chiudere temporaneamente le proprie frontiere con Timor Est, per impedire che Reinado possa oltrepassare il confine.
L’Australia ha invitato il personale “non essenziale” e i familiari dei funzionari ad abbandonare il Paese, invito che rappresenta l’ultimo passo prima di un ordine di evacuazione generale.
 
Timori per la condanna di Lobato. E la situazione potrebbe farsi ancor più critica con l’imminente annuncio della sentenza finale nei confronti di Rogerio Lobato, ex Ministro degli Interni accusato di distribuzione illegali di armi alla popolazione: altra figura molto amata dal popolo timorese.
F.L.
 
Parole chiave: timor est, pace, guerra, alfredo reinado
Categoria: Guerra
Luogo: Timor Est