Rimane alta la tensione a Timor Est, in modo particolare
nella capitale Dili, dove nei giorni scorsi i soldati australiani della forza
internazionale hanno lanciato una vasta operazione volta alla cattura del
comandante dei ribelli Alfredo Reinado, accusato di aver attaccato un posto di
blocco della polizia locale sottraendo numerose armi. Quattro timoresi armati
sono rimasti uccisi durante uno dei raid condotti dai militari contro la base
dei ribelli.
Verso lo stato d’emergenza.
L’offensiva contro il ribelle Alfredo, che gode di un largo sostegno nella
popolazione timorese, ha scatenato violente manifestazioni di protesta nella
capitale Dili, con migliaia di persone che hanno messo a ferro e fuoco la città
urlando “Lunga vita ad Alfredo” e slogan contro le forze internazionali e
contro il presidente Xanana Gusmao. Che ha reagito dichiarando in televisione
che
lo Stato utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione, compresa la forza, per
fermare la violenza e ripristinare l’ordine. “Il Paese – ha detto Xanana – sta
vivendo una situazione di anarchia per la volontà di destabilizzazione di
alcuni segmenti della società. Non si può permettere che i cittadini continuino
a morire e a vivere in un clima di pesante insicurezza. Sono pronto a
dichiarare lo Stato d’emergenza”.
Ma per ora le violenze continuano: sassi contro le vetture
del personale internazionale, case e auto bruciate, copertoni incendiati lungo
le strade. Elicotteri perlustrano dall’alto la città di giorno e di notte. Davanti
alla Cattedrale, quasi in segno di sfida, uno striscione afferma il pieno
sostegno della popolazione timorese al comandante Alfredo Reinado.
Alfredo, difensore
del popolo. “Possediamo le armi per difendere il popolo timorese e per
salvaguardare le esigenze della gente, non per difendere chi ne sta alla guida”.
Con queste parole il capo ribelle ha risposto al governo che nei giorni scorsi
lo
aveva invitato ad arrendersi e a consegnarsi alla giustizia, garantendogli un
equo processo. “Ho sempre creduto che la giustizia sia essenziale per la
riconciliazione. Le autorità timoresi concordano con il mio punto di vista e
sul fatto che l’impunità non può prevalere”, ha
dichiarato il rappresentante speciale del Segretario Generale delle
Nazioni Unite a Timor Est, Mr. Khare, durante la conferenza stampa di domenica
4 marzo.
L’Indonesia ha deciso di chiudere temporaneamente le proprie
frontiere con Timor Est, per impedire che Reinado possa oltrepassare il
confine.
L’Australia ha invitato il personale “non essenziale” e i
familiari dei funzionari ad abbandonare il Paese, invito che rappresenta l’ultimo
passo prima di un ordine di evacuazione generale.
Timori per la condanna
di Lobato. E la situazione potrebbe farsi ancor più critica con l’imminente
annuncio della sentenza finale nei confronti di Rogerio Lobato, ex Ministro
degli Interni accusato di distribuzione illegali di armi alla popolazione: altra
figura molto amata dal popolo timorese.
F.L.