05/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Comprare l'oppio afgano per rivenderlo alle industrie farmaceutiche: un'idea già bocciata dall'Onu
La Camera dei deputati si esprimerà domani sulla proposta - presentata fra gli altri dal capogruppo di Rifondazione Comunista, dai verdi Angelo Bonelli e Tana de Zulueta a dal presidente della Croce rossa italiana Masimo Barra – di acquistare l'oppio dai contadini afgani per rivenderlo alle industrie farmaceutiche che lo trasformerebbero in morfina. Una proposta che è stata salutata con entusiasmo e che, secondo i commentatori politici, potrebbe mettere finalmente d'accordo la maggioranza, reduce dallo smacco in Senato proprio sulla politica estera e in particolare sulla situazione in Afghanistan. L'idea, non originalissima, è stata però già bocciata dall'organismo delle Nazioni Unite che si occupa di lotta al narcotraffico.

un contadino afgano al lavoro in un campo di papaveroIrrealistica”. Qualche mese fa era stato l'italiano Antonio Maria Costa, dal 2002 direttore dell'Agenzia delle Nazioni Unite contro la droga il crimine (Unodc), a bollare come “irrealistica” la proposta di trasformare l'oppio afgano in morfina per uso medico. Allora la proposta era stata avanzata da alcuni senatori statunitensi. “Sul mercato della droga rende tre volte tanto – aveva dichiarato Costa - e comunque la produzione mondiale afgana dello scorso anno equivale al fabbisogno mondiale di morfina per cinque anni”. Costa aveva anche sottolineato come il grosso dei profitti dell'oppio andasse a finire nelle tasche dei trafficanti internazionali: “L'Afghanistan ne ricava una brutta fama, gli stranieri ne ricavano grossi profitti”.

Le cifre. Nel 2006 la produzione di oppio in Afghanistan ha toccato livelli da record, registrando un incremento del 59 percento rispetto all'anno precedente. E secondo un rapporto di Unodc, diffuso lunedì, è destinato ad aumentare ancora nel 2007. Mentre i programmi di eradicazione delle colture varati dal governo afgano si sono rivelati un fallimento, costato milioni di dollari e svariati di morti negli scontri fra l'esercito afgano, incaricato di distruggere le colture, e i contadini afgani che cercano di difenderle.
 

Cecilia Strada

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