Gay palestinesi: se rimangono a casa muoiono, se scappano in Israele li arrestano

“Questi uomini si trovano prigionieri tra due fuochi: essere perseguitati, picchiati
e forse uccisi a casa o tentare la fuga verso Israele rischiando l’arresto o una
pallottola come tutti quelli che cercano di entrare in Israele”. A parlare con
Peacereporter è Renato Sabbadini, responsabile esteri dell’Arcigay italiana.
Shaunl Gonen, portavoce di Agudah, la più importante associazione israeliana
per la difesa dei diritti degli omosessuali, aggiunge: “Israele è tenuta, secondo
il Diritto Internazionale, a offrire asilo politico a chi fugge da discriminazioni,
pregiudizi e violenze, ma questo per gli omosessuali non accade, perchè le autorità
temono che i terroristi ne approfittino per infiltrarsi”.
Non esistono stime esaustive, ma l’associazione denuncia che, almeno trecento
omosessuali palestinesi, hanno rischiato la vita per raggiungere lo stato ebraico.
“Il criterio è terribilmente semplice: se sei gay, sei sicuramente un collaborazionista-continua
Gonen- e quindi meriti di morire.
Questa è fondata su un pregiudizio per il quale un omosessuale è una persona
di cui diffidare, un traditore. Questo rende la vita impossibile ai gay palestinesi.
Cercano riparo in Israele, dove l’omosessualità non è reato.”
L’attivista israeliano sostiene che “la persecuzione comincia nella famiglia
che, ritenendosi offesa nell’onore, perseguita il congiunto tentando di segregarlo
o anche peggio, di ucciderlo”.
“Il problema è che per vivere tranquille, queste persone, avrebbero bisogno di
un pass che gli permetta di vivere in Israele liberamente e di lavorare, ma questo
non avviene quasi mai”.
Renato Sabbadini aggiunge che ”il primo ministro di Israele, Ariel Sharon, in
un incontro pubblico durante l’ultima campagna elettorale, interrogato sull’argomento
ha risposto che non vuole sentir parlare di pass per i gay palestinesi.Per lui
terroristi e profughi potrebbero fingersi omosessuali per ottenere il lasciapassare
ed entrare nel Paese per compiere attentati”.