Non mi capacito per la miopia del nostro governo che fa finta di non vedere quello è sotto gli occhi di tutti
Perchè mi colpiscono tanto le notizie che provengono dall'Afghanistan? Perchè
ci sono stato? Perchè ho visto gli effetti delle mine, dei proiettili, dei raid
aerei sulla popolazione civile?
Forse, ma soprattutto perchè non mi capacito per la miopia del nostro governo
che fa finta di non vedere quello è sotto gli occhi di tutti.
Parlano del rischio di un ritorno dei talebani al potere quando sanno benissimo
che in Afghanistan i talebani già ci sono e già controllano pezzi importanti ed
estesi del territorio.
Non è ancora primavera ma la guerra in Afghanistan si sta estendendo in tutto
il Paese e, inevitabilmente, già conta i suoi morti e i suoi feriti.
Non sono passatre neanche ventiquattro ore dalla strage di Jalalabad ad opera
dei soldati americani che gli aerei della Nato hanno ucciso a nord di Kabul altri 9 civili.
Il raid sarebbe avvenuto durante una sparatoria tra soldati della Nato e "ribelli".
Le "bombe intelligenti" hanno centrato una casa nella provincia di Kapisa uccidendo
un uomo, tre ragazzi e cinque donne.
E così quel "morte all'America!" e quel "morte a Karzai!" che si udivano ieri
nelle proteste contro l'eccidio di Jalalabad oggi si estendono contro la Nato.
Certo, nessuno vuole il ritorno al potere degli studenti del corano ma ci torneranno
al potere se l'occidente non cambierà subito la sua strategia. Le truppe Nato
come quelle americane sono truppe di occupazione. I quotidiani "effetti collaterali"
spingono la gente nelle mani dei ribelli.
La verità è che la coalizione internazionale ha sbagliato tutto da quando ha cacciato cinque anni fa i talebani. L'offensiva
di primavera dei talebani è già cominciata e l'annunciata controffensiva Nato
comincia nel peggiore dei modi.
L'Italia sta spingendo molto sul tasto della conferenza internazionale di pace.
E' l'unica strada percorribile ma il prezzo rischia di essere molto alto per i
nostri soldati. Noi italiani non amiamo la guerra e all'estero veniamo apprezzati
quando portiamo aiuti alle popolazioni civili. E' una semplice constatazione che
nei piani alti della politica si fa finta di non conoscere.
Quello che è accaduto sabato in Afghanistan, la strage di civili a Jalalabad,
può essere considerata una rappresaglia?
In gergo militare rappresaglia vuol dire: "Tutto ciò che si fa contro il nemico,
per avere soddisfazione di qualche ingiuria, di qualche violenza, di qualche danno".
Ora che c'entrano i sedici civili afghani uccisi e gli altri 29 feriti con l'esplosione di un'autobomba condotta da un
kamikaze al passaggio di un convoglio americano sulla strada Jalalabad-confine
pakistano nella provincia orientale di Nangharar? Nulla. A meno che il clima non
sia diventato così "ostile" agli americani che tutti anche i vecchi, i bambini
e le donne vengono considerati "nemici".
Ma si dimentica il fatto che sono civili. Neanche la precisazione successiva
che gli autori della strage di sabato non fanno parte della missione della Nato
ma dell'Enduring freedom ci può rassicurare.
Il comandante della missione Nato è un americano. E americani e Nato sono quelli
che danno la caccia ai talebani. Secondo fonti locali, i militari statunitensi
avrebbero aperto il fuoco subito dopo l'attacco mentre il comando americano spiega
invece che le truppe americane hanno risposto al fuoco per difendersi, e non chiarisce
come siano stati uccisi i civili.
Ma non c'erano mica truppe talebane. C'era un kamikaze che si è fatto esplodere
al passaggio del convoglio. L'attentato non ha fatto vittime tra i soldati stranieri Forse, non sapremo mai come sono andate davvero le cose. Di certo, subito dopo
il massacro, centinaia e centinaia di persone hanno manifestato contro "i liberatori"
americani. Come accadde lo scorso 29 maggio a Kabul quando la capitale si rivoltò contro
i soldati a stelle e strisce che avevano ucciso degli automobilisti e che "per
reazione" alla spontanea protesta fecero fuoco contro i manifestanti uccidendo
e ferendo decine di persone.
I soldati statunitensi oggi hanno cancellato foto e video realizzati da personale
dell’Associated Press sul luogo dell’attacco kamikaze. Un fotografo dell’Ap e
un operatore dell’Aptn hanno inoltre denunciato che sono state cancellate le riprese
girate da altri giornalisti afgani.
Ma noi italiani dobbiamo restare in Afghanistan anche se la maggioranza dei cittadini
del nostro Paese è contraria.
Sandro Ruotolo