05/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Tour in Irsaele per provare le emozioni della lotta al "terrorismo arabo"
Quello tra israeliani e palestinesi è un conflitto che da sempre divide l’opinione pubblica internazionale. In Israele e in Palestina ci sono reti di organizzazioni umanitarie, politiche e religiose che si occupano di far conoscere alla gente la realtà del conflitto. Spesso però, la conoscenza di una sola delle parti in lotta spinge le persone a schierarsi in modo unilaterale, senza capire le ragioni ultime della violenza, annidate nel punto di vista dell’altro, del cosiddetto nemico.
 
Il muro del piantoAvventura. “Sperimenta un’esplorazione dinamica e intensiva della lotta di Israele per la sopravvivenza e la sicurezza nel Medio Oriente”, è lo slogan di un tour operator israeliano che promette ai partecipanti un’esperienza avventurosa, al fianco dei militari israeliani. Questi ‘safari’ in Israele e nei Territori Occupati sono organizzati dallo Shurat HaDin-Israel Law Center, un’organizzazione che si occupa di sostenere le cause dei cittadini israeliani contro le “organizzazioni terroriste palestinesi”.
Il programma del viaggio prevede un’immersione totale nel clima delle forze armate israeliane, per comprendere appieno quanto complessa e grande sia la responsabilità di proteggere lo stato di Israele nel cuore del medio oriente. Qualcuno dei turisti potrebbe obiettare che nel programma non sono previste né visite né interventi che permettano di capire se tra gli arabi che stanno al di la del muro ci siano anche persone che non riflettono lo stereotipo del terrorista, ma gli organizzatori hanno pensato anche a questo e –scrivono nel programma- si riservano di rifiutare la partecipazione di determinati candidati, a loro sola discrezione. Non quindi un viaggio per chi voglia capire perché si combatte in Israele e Palestina, quanto piuttosto un modo per rafforzare le certezze di chi vuole essere schierato da una parte, senza esitazioni.
 
Gruppo di Jeep nel GolanAgenda. Il programma di viaggio comprende: incontri con ufficiali del Mossad e dello Shin Beth, i servizi segreti israeliani, ma anche escursioni in jeep nelle alture occupate del Golan e visite alle basi militari. I partecipanti potranno assistere a lezioni tenute dagli eroi delle guerre del passato, a video-proiezioni sulle incursioni delle unità dell’esercito israeliano che eseguono gli omicidi mirati e persino ai processi contro “terroristi di Hamas” presso le Corti militari israeliane. Nella locandina della “ultimate mission to Israel” si parla di incontri con i collaborazionisti palestinesi e con gli agenti addetti agli interrogatori dei detenuti. Capire il punto di vista israeliano sul conflitto significa assistere anche al lavoro delle autorità militari nelle zone a rischio, come i check point della Cisgiordania, il confine libanese, i valichi della striscia di Gaza e la “barriera di sicurezza” a Qalqiliya, quella che gli arabi chiamano invece “muro dell’apartheid”. Ma Israele non è solo un presidio militare, è un paese moderno con una cultura sconfinata, dunque i visitatori potranno anche godere delle meraviglie storiche della città vecchia di Gerusalemme, celebrare lo Shabbat insieme a famiglie ultraortodosse e infine fare sport acquatici sul lago Kinneret.
 
“Un'esperienza unica nella vita” si legge nel sito dello Shurat HaDin, Israel Law Center, che organizza questi viaggi, il primo dei quali è previsto per il giugno 2007. Il prezzo, per questa avventura da veri sionisti militanti, è di circa milleottocento dollari, cui va aggiunta una donazione obbligatoria, tra 500 e 5mila dollari, per sostenere economicamente le vittime del terrorismo arabo.  

Naoki Tomasini

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