03/03/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



A due anni dalla sua liberazione da Guantanamo, un detenuto e una guardia riallacciano i rapporti
Domanda per gli amanti della psicologia: può esistere una variante inversa della sindrome di Stoccolma? Risposta: in un micro-mondo alla rovescia come il carcere extraterritoriale di Guantanamo Bay è possibile. La sindrome di Stoccolma è la condizione psicologica per cui un prigioniero sviluppa sentimenti positivi nei confronti di colui che lo detiene, mentre questa è la storia di Moazzam Begg, un cittadino britannico detenuto a Guantanamo e di una soldatessa statunitense che, dopo la liberazione di lui, lo ha cercato per riallacciare i rapporti, senza le sbarre di mezzo.
 
Nemico Combattente, il libro scritto da Moazzam BeggMoazzam Begg. Begg è uno dei nove islamisti britannici reclusi come nemici combattenti nel centro di detenzione Usa a Cuba. Arrestato in Pakistan nel novembre 2001 e poi trasferito segretamente a Guantanamo, Moazzam Begg è stato rilasciato nel gennaio 2005 senza accuse a suo carico, ma nemmeno una scusa o un pound di risarcimento per la lunga detenzione senza diritti e le torture subite. A due anni dalla sua scarcerazione, una delle guardie del campo di prigionia, una soldatessa, lo ha cercato per ricucire il rapporto umano nato allora, nonostante i due fossero guardia e prigioniero. All’inizio di febbraio la donna, identificata solo come Ms. Thompson, ha scritto una e-mail a Begg per esprimere apprezzamento per il libro da lui scritto sulla sua prigionia: “Nemico Combattente”, Viaggio di un musulmano britannico a Guantanamo e ritorno. “Mi ha fatto ridere e piangere” ha scritto all’ex detenuto. Begg ha risposto mandandole il proprio numero di telefono. Detto fatto, La settimana successiva il telefono di Begg squilla e, all’altro capo, una voce gli dice “Indovina chi è?”.
 
Detenuti a GuantanamoMs. Thompson. Durante il 2004 Ms. Thompson, riservista bianca di origine caraibica, passò diversi mesi a guardia dei detenuti britannici a Guantanamo e in particolare di Moazzam Begg, che assistette anche in situazioni molto dure, in seguito alle torture e nei momenti di crollo psicologico. Al telefono con Begg gli racconta di essere diventata soldatessa a tempo pieno, non tanto per l’amore verso la vita militare, ma per il danaro. La Thompson era lieta che nel suo libro, Begg fosse stato giusto nei giudizi su alcune delle guardie. “Ero felice di parlarle –conferma Begg- perché lei è stata una delle persone che mi hanno mostrato compassione. Non ha avuto pregiudizi e ha mostrato interesse per il mio paese e la mia cultura. Una volta –ricordo- ero quasi impazzito e mi misi a colpire le pareti della cella. Lei era nella stanza e continuava a ripetermi che avrebbe voluto fare qualcosa per aiutarmi”. In un'altra occasione -ricorda Begg- lei gli portò un ovetto di cioccolato perché aveva saputo che era stato fabbricato a Birmingam, la sua città. “Normalmente odio le uova di cioccolato –spiega Begg-, anche dopo essere tornato a Birmingam. Ma quello ricordo di averlo divorato. C’era un’enorme differenza in quella situazione”.
 
Caged Prisoners. Oggi Begg vive di nuovo in Gran Bretagna, ha scritto un libro sulla sua esperienza ed è il portavoce di Caged Prisoners, prigionieri in gabbia, un’organizzazione per i diritti umani islamica, che opera per far conoscere la situazione dei prigionieri nel carcere di Guantanamo, dare sostegno alle famiglie dei detenuti e che, soprattutto, chiede la chiusura del controverso centro di detenzione. Nel corso della loro prima conversazione telefonica, la soldatessa Thompson si è congratulata con Begg per la sua campagna contro gli abusi di Guantanamo. “Non penso che stesse cercando una forma di espiazione –ha commentato l’ex detenuto-. Credo non si senta responsabile di quello che mi è accaduto. Era solo parte del sistema. Questa nostra relazione dimostra che non c’era solo odio a Guantanamo, è per questo che non posso odiare tutti gli americani”. 

Naoki Tomasini

Articoli correlati: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità