Da oggi, poi, radio e televisioni saranno invase per giorni da spot che
proporranno l’immagine di una mascotte scelta ad hoc: un pupazzo colorato dal
nome simbolico Horacio che canterà uno slogan destinato a diventare un vero
tormentone, “Perù, la hora sin demora” (l’ora senza ritardo).
Misure drastiche per sradicare un'usanza senza dubbio
snervante. In tutto il paese sono infatti pochi gli appuntamenti, anche
pubblici, che iniziano all’ora stabilita. Un’attitudine che è arrivata a dettar
legge fino a ispirare un neologismo, la
hora peruana. Una vera e propria
malattia degenerativa, tanto che gli organizzatori di spettacoli, eventi,
incontri istituzionali hanno dovuto iniziare a scrivere sugli inviti la
dicitura “ora esatta”, per contrapporla all’altra, la peruviana.
Rispetto. La campagna per la puntualità durerà fino al 28 luglio,
giorno dell’indipendenza nazionale, “data nella quale speriamo di poter
dichiarare la nostra indipendenza da questa forma di schiavitù”, fanno sapere
dall’
Acuerdo Nacional, un gruppo formato dal Governo, dai partiti
politici e dalle organizzazioni civili, e ideatore di questa campagna.
“La puntualità è una virtù civile
che esprime rispetto per gli altri”, ci tiene a sottolineare Max Hernandez,
segretario tecnico dell’Acuerdo – il Perù ha bisogno di inserirsi nel
mondo, di essere competitivo, e bisogna partire proprio da questo p
er
cominciare a esserlo”.
E a quanto emerge da una recente
inchiesta pubblicata da El Commercio, i peruviani sembrano aver capito
l’importanza della guerra ai ritardatari e paiono disposti ad appoggiarla. E il
91 percento degli abitanti di Lima hanno dichiarato che faranno di tutto per
vincerla.
Il tempo. A dare il buon esempio saranno comunque i deputati. Parola del presidente
del
Consiglio dei ministri, Jorge del Castello, disposto a far di tutto per
togliere al paese la brutta fama di ritardatario, peggiorata specialmente
durante il governo precedente. Il presidente Alejandro Toledo era talmente
ritardatario che per definire i suoi orari non bastava ricorrere al termine
hora
peruana, ma era divenuto indispensabile un ulteriore neologismo, la
hora
cabana, dal suo paese di nascita.
“Il tempo è una risorsa non rinnovabile – ammonisce Hernandez – non
dimentichiamolo più”.