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In questi giorni il presidente ceceno ad interim, Ramzan
Kadyrov, è finito sui giornali per la succulenta storia del suo rozzo
corteggiamento a miss Kenya, ospite dell’uomo forte della Cecenia assieme ad
altre partecipanti a un concorso di bellezza in Russia. “Voglio sposarla!”, le
ha comunicato Kadyrov subito dopo le presentazioni. “Prima deve pagare la dote”,
ha scherzosamente risposto la bellezza africana. E lui, con lo stile che lo
contraddistingue, si è subito fatto portare dai suoi uomini due cavalli, una
capra e due galline per offrirle alla miss nera. Niente di strano, per uno come
lui, abituato a passare le sue serate alcoliche circondato da prostitute (v. Sexgate
per Kadyrov). Quando non è impegnato a seguire i
combattimenti tra i suoi pitbull o a torturare a morte qualche giovane ceceno
sospettato di simpatizzare con la guerriglia separatista.
L’investitura di
Putin. Due settimane fa il neo-trentenne Ramzan, comandante delle
famigerate milizie collaborazioniste cecene (i cosiddetti “kadyroviti”), ha
ricevuto da Vladimir Putin l’investitura ufficiale come presidente ad interim
della
Cecenia. Non è stata una sorpresa per nessuno: tutti sapevano che, non appena
avesse raggiunto i 30 anni stabiliti dalla legge cecena, quella carica sarebbe
toccata a lui, degno figlio di suo padre: lo spietato presidente Akhmad Kadyrov,
ucciso in un attentato nel maggio 2004. Ciononostante, il silenzio dei governi
europei è stato imbarazzante: nessuno ha avuto il coraggio di far notare che
Putin ha nominato presidente un sanguinario criminale di guerra.
La visita del
Commissario Ue. Hammarberg è andato a Grozny martedì, dove ha visitato una
prigione. Ha avuto modo di parlare con alcuni detenuti, che gli hanno
raccontato le torture e le violenze che subiscono. Hammarberg ha poi incontrato
Kadyrov, al quale ha detto: “Oggi ho incontrato gente che mi ha convinto che qui
non c’è solo un sistema di maltrattamenti, ma di vera e propria tortura volta
a ottenere confessioni, anche con il ricorso a elettroshock. Non si tratta di
un caso o due, ma di un intero sistema”.
Il terrore dei
ceceni. La stessa sfacciataggine con cui,
nei prossimi giorni, presiederà a Grozny una conferenza sui diritti
umani. Lui che da anni comanda una milizia di
criminali che, per conto dei russi, terrorizzano, rapiscono, torturano
e
uccidono civili. Lui che si diverte a presenziare di persona alle
torture che
hanno luogo nella sua prigione privata nel suo villaggio natale di
Tsentoroi. Secondo
Aleksandr Mnatsakanian, dell’International Helsinki Federation for Human Rights (Ihf), “il
75 per cento dei crimini di guerra commessi attualmente in Cecenia sono opera
degli uomini di Kadyrov”. Questo è l’uomo a cui Putin ha affidato la guida di
un paese afflitto da una guerra che va ormai avanti da 12 anni.Enrico Piovesana
Parole chiave: cecenia, ramzan kadyrov, torture