23/02/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Ex console colombiano a Milano in carcere per l'accusa di omicidio e collusione con i paramilitari
Alvaro Uribe Lo scandalo della parapolitica continua a mietere vittime. Jorge Noguera, il console colombiano a Milano scelto personalmente dal presidente della repubblica, Alvaro Uribe, di cui è grande amico, è stato accusato di omicidio, associazione a delinquere, frode elettorale e collusione con paramilitari e narcotrafficanti. Si tratterebbe di fatti che risalgono al periodo in cui ricopriva il ruolo di comandante del Das, il Dipartimento amministrativo di sicurezza, da dove avrebbe coperto paras corrotti e colpevoli dei più gravi misfatti, cancellandone i precedenti penali dall’archivio del servizio segreto colombiano. 
 
Amici per la pelle. Noguera è l’uomo più vicino a Uribe fra gli otto del suo entourage travolti dall’inchiesta che ha scoperchiato il vaso di Pandora della corruzione politica colombiana. L’ultimp è stato il ministro degli Esteri, Maria Consuelo Araujo, la quale si è dimessa dopo che le indagini hanno coinvolto suo fratello e suo padre. Jorge Noguera è stato a capo della campagna elettorale di Uribe nel dipartimento del Magdalena, di cui è capitale Barranquilla, città petrolifera teatro dell’azione costante dei paramilitari: ogni anno, sono decine i politici di sinistra e i sindacalisti uccisi da sicari i cui mandanti sono sempre rimasti nell’ombra dei misteri colombiani. Tante le accuse, ma mai nessuna prova concreta. Fino a ora.  
 
Paramilitari delle AucIl teste. A inchiodare Noguera è un testimone eccellente: Rafael García, ex responsabile del reparto informatico del Das. Da un anno è in carcere per aver cancellato e falsificato le fedine penali di un’infinita lista di narcos e perché membro confesso dell’ala politica del Blocco Nord dei paramilitari. García ha raccontato come nel Das si compilassero " liste nere" di persone da minacciare o assassinare. L’ex Das ha anche svelato una frode nelle elezioni che hanno portato al potere per la prima volta Uribe, nel 2002, e di un complotto contro il presidente venezuelano Hugo Chavez. “Noguera mi disse che aveva ricevuto istruzioni per collaborare con i paramilitari”. In pratica, l’accusa mossa all’uomo di Uribe è di aver messo l'intelligence al servizio dei paras.  
 
Dietro le sbarre. Dimessosi dal Das, Noguera fu nominato console a Milano. Nell’ottobre 2005: a maggio 2006 venne rimpatriato per un breve periodo per essere interrogato e a fine anno, di fronte alle prove schiaccianti della sua vicinanza al capo paras Jorge 40, fu sospeso. Rifugiatosi negli Stai Uniti, si è sempre rifiutato di presentarsi davanti al giudice per le indagini preliminari. Solo una presa di posizione forte del governo lo ha costretto a rientrare. “Una persona che ha ricoperto un ruolo di così grande responsabilità pubblica non può eludere l’azione della giustizia”. Adesso è in carcere in attesa del processo.  
 
Jorge NogueraLe reazioni. “Non lascerò che il Governo sia coinvolto in omicidi di sindacalisti, né in confabulazioni contro il Venezuela. Non lascerò che avanzi la tesi che mi sono rubato le elezioni del 2002”. Questa la risposta del presidente Uribe, che non ha esitato a puntare il dito contro la stampa, “colpevole” di aver condotto le inchieste che hanno portato a smascherare corrotti e corruttori, omicidi e mandanti, avviano di fatto il procedimento. “Sapevamo che nel Das c’erano dei paramilitari, ma non sapevamo che si trattasse di Noguera”, ha affermato il vicepresidente Francisco Santos.

Stella Spinelli

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità