19/02/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Parla Cinzia Bottene, volto e anima della protesta di Vicenza. L'8 marzo sia nel segno della pace
"Meglio, molto meglio di quanto avessi previsto e di come chiunque avrebbe potuto prevedere". Le parole di Cinzia Bottene, casalinga del nord est anima e corpo del comitato per il no al Dal Molin, non trattengono orgoglio e soddisfazione per la straordinaria impresa compiuta.
 
Cinzia Bottene"E' stata una giornata fantastica", dice ancora Cinzia. "L'aria che si respirava era incredibile, di gioia, di festa. E' davvero stata una giornata eccezionale. Ma adesso dobbiamo andare avanti, perché si deve capire che noi siamo disposti a parlare solo del "se" e non del "dove" o del "come" si vuol ampliare la base militare. Non si risolve certo un problema spostandolo di qualche centinaio di metri".
 
I giornali, e le televisioni, hanno ovviamente puntato tutto sullo striscione del centro sociale Gramigna, quello definito "ignobile" dal ministro Amato.
Sono le piccolezze a cui si aggrappano quelli che non sanno più che dire. Anche noi ci siamo ovviamente preoccupati, quando ci han detto che era stato aperto quello striscione. Del resto, noi non siamo certo organizzati come lo possono essere i partiti o i sindacati, dal punto di vista della sicurezza dei cortei. Anche se si può dire che un servizio d'ordine lo avevamo anche noi. 
 
Ma come, una tranquilla casalinga del nord-est che parla di servizio d'ordine?
Il corteo di VicenzaAnche questo ho dovuto imparare. Ma sono molte le cose che abbiamo imparato in questi mesi. La saggezza ad esempio. E il non rispondere alle provocazioni. Per questo non abbiamo fatto nulla, quando il Gramigna ha aperto il suo striscione. Anche se avremmo potuto: tutto lo spezzone dei vicentini, quarantamila persone, era un unico servizio d'ordine. Coordinato, semmai, proprio dai ragazzi del centro sociale di Vicenza. Tutti all'erta. Tutti attenti a che andasse tutto bene.  Abbiamo deciso di non degnare l'imbecillità di attenzione. E infatti, dopo pochi minuti del Gramigna non c'era più traccia.
  
Il sindaco di Vicenza ha taciuto due giorni, adesso dà dell'imbecille a chi chiede le sue dimissioni...
Abbiamo contato i vicentini in marcia sabato. Erano circa 35-40 mila. Se un sindaco può dare dell'imbecille a quarantamila suoi cittadini, vuole dire che lo stato della nostra democrazia è davvero pietoso. Peraltro, moltissimi di quelli che hanno votato il sindaco erano alla manifestazione. Io credo francamente che sia indegno, immorale, indecoroso per tutta la città l'atteggiamento di quello che dovrebbe essere il rappresentante della comunità. 
Ma in generale l'atteggiamento della politica è abbastanza indecoroso. Sono tutti bravi a riempirsi la bocca della parola pace. Ma poi quando si tratta di fare gesti concreti...
 
E adesso? 
E adesso dobbiamo guardare avanti. Non fermarci. Stiamo pensando di rendere più serrato il presidio alla base. E soprattutto di fare dell'Otto marzo la festa delle donne contro la guerra e contro la base.

Maso Notarianni

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