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Vantaggi per tutti. L’Indonesia dovrebbe dunque rendere nuovamente disponibili i campioni
di H5N1, necessari per seguirne le modificazioni ed essere pronti con
un vaccino efficace, soprattutto in caso di cambiamenti che potrebbero
rendere il virus maggiormente pericoloso per l’uomo, con il rischio di
pandemia di influenza aviaria. Già dall’inizio del 2007, secondo quanto
riferito settimana scorsa da David Heymann, dell’Oms, e riportato dalla
Bbc, l’Indonesia non aveva più fornito tali campioni, e aveva destato
preoccupazione la notizia di un accordo preliminare del Paese con una
azienda farmaceutica statunitense per la cessione dei campioni in
cambio di assistenza per la produzione del vaccino. Ora, a seguito dell’incontro
di venerdì, da un lato, il ministro
indonesiano concorda sulla necessità di una condivisione dei virus con
l’Oms per la salute pubblica globale, e ricomincerà a muoversi in
questo senso; dall’altro, l’Oms continuerà il confronto e il lavoro con
il Ministero della salute e con altri Paesi per sviluppare meccanismi
grazie ai quali sia possibile una distribuzione equa e una
disponibilità di tali vaccini. Lo stesso David Heymann ha detto che
sarà necessario ulteriore lavoro per far sì che sia l’Indonesia sia gli
altri Paesi poveri abbiano accesso ai benefici che derivano dalla
libera messa in comune dei campioni di virus. La storia è un monito in
questo senso: l’Oms stessa, secondo quanto riportato dalla Bbcbc,
riconosce che in passato vaccini prodotti grazie al materiale fornito
dai Paesi poveri hanno poi portato vantaggi soprattutto a quelli ricchi.
Progressi e limiti. Intanto l’Oms riferisce progressi riguardo le ricerche sui vaccini
contro l’influenza aviaria, con lo sviluppo di prototipi in 10 paesi da
parte di 16 industrie. Oltre 40 studi clinici sono già stati completati
osono ancora in corso, la maggior parte dei quali su adulti sani, ma in
alcuni casi sono inziati studi anche su anziani e bambini. Tuttavia,
accanto alle buone notizie sui progressi delle ricerche in corso, l’riferisce
Oms
è preoccupata per l’attuale mancanza di una capacità di produzione di
quantità di vaccino sufficienti a coprire le necessià globali, in caso
di epidemia di aviaria. In questa direzione si pongono gli sforzi per
rendere i Paesi poveri in grado di produrre autonomamente il vaccino.
Valeria Confalonieri
Parole chiave: salute, influenza aviaria, virus H5N1, Indonesia, Organizzazione mondiale della sanità