Era ripartito nel 2004, dopo essere
stato fermo per due anni, simbolo del disgelo tra India e Pakistan.
E' esploso nella notte, uccidendo almeno 67 persone e
ferendone altre centinaia.
Le esplosioni. Una
serie di esplosioni ha colpito questa notte il
Samjhauta Express,
treno passeggeri in servizio tra Nuova Delhi e la città
pachistana di Lahore, a circa ottanta chilometri dalla capitale
indiana, nei pressi del villaggio di Dewana. Altri due ordigni
inesplosi sono stati ritrovati su una carrozza e sui binari. Il
bilancio è pesantissimo: le autorità indiane hanno
finora contato 67 morti e decine di feriti, molti in gravi
condizioni. Dopo le esplosioni, le fiamme hanno invaso i vagoni:
quelli di classe inferiore avevano i finestrini bloccati da
grate e sbarre in ferro e si sono quindi trasformati in una trappola
per i passeggeri. Le vittime, secondo le testimonianze
dei superstiti, sono arse vive o soffocate dal
fumo. “C'è stato un forte rumore, poi fuoco e fiamme”,
racconta una donna pachistana di Faizabad, che ha riportato ferite da
ustioni su braccia e viso. Aziz Ahmed, indiano in viaggio verso
Rawalpindi, non era sulle carrozze coinvolte dall'esplosione:
“Abbiamo visto il fuoco provenire da quei vagoni, e abbiamo tirato
l'allarme. Alcune persone, spaventate dalle fiamme, si sono buttate
giù dal treno in corsa”. Dal ministero dei trasporti indiano
fanno sapere che a bordo del treno si trovavano 757 persone, di cui
553 pachistani. Tra i passeggeri ci sarebbero anche alcuni membri
delle forze di sicurezza indiane e diversi bambini.

“
Terrorismo”.
Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, ha detto che si
tratta un “atto di terrorismo”, e ha assicurato che “prenderemo
i colpevoli”. L'attacco avviene proprio alla vigilia delle visita in India del
ministro degli esteri pachistano, Khurshid Kasuri, che
ha condannato l'attentato e ha precisato che non intende cancellare
il viaggio: “Il dialogo deve continuare”. Nella memoria degli
indiani è ancora vivo il ricordo delle
bombe dell'11 luglio
2006, quando sette esplosioni sui treni dei pendolari costarono la
vita di 189 persone. La polizia indiana, al termine delle indagini,
aveva puntato il dito contro i servizi segreti pachistani e il
movimento pachistano del Lashkar e Toiba, che opera nel Kashmir
indiano. Il
Samjhauta Express,
inaugurato nel 1976, era considerato un simbolo della cooperazione
fra i due paesi: Samjhauta,
in lingua hindi, significa proprio “accordo, intesa”. Chiuso
all'indomani degli attentati al parlamento indiano, il 31 dicembre
2001, era stato riaperto nel 2004. E' la prima volta che il 'Treno
dell'intesa' finisce nel mirino del terrorismo.