17/02/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Le strade invase dalla gente, ma politici e media vedono un'altra manifestazione
Il teatrino dell'informazione è servito. Tanta, tanta gente a Vicenza. Nessun incidente, nemmeno un mortaretto a cui appigliarsi per raccontare, come di solito succede, un'altra manifestazione. C'era qualche cretino, che ha portato la sua sollidarietà agli arrestati dei giorni scorsi con l'accusa di far parte delle "nuove Brigate Rosse", e tanto basterà ai giornali per parlare d'altro rispetto al vero drammatico problema che Vicenza pone. Quello della classe politica, e della nostra pseudo-democrazia.
 
Chi rappresenta i cittadini di quella città? Chi rappresenta tutti coloro che, nonostante il terrorismo vero e quello mediatico, hanno deciso di andare a Vicenza per dire no alla guerra? Chi rappresenta tutti quelli che, legittimamente spaventati dalla violenza dei titoli dei giornali e delle parole di ministri e pensatori vari invece a Vicenza non c'erano?
Nessuno. Non certo quei politici che pure a Vicenza c'erano, più a farsi vedere che altro. Perché altro non sanno o non vogliono fare, e lo hanno già dimostrato rifinanziando la guerra afgana e ottenendo un ritiro dall'Iraq che, diciamolo, è avvenuto in ritardo rispetto perfino ai tempi che si era dato l'ex primo ministro Berlusconi.
Tantomeno quelli che non c'erano, e che dicono che non cambieranno idea. Che la base si farà. Perché non abbiamo la forza, e nemmeno la dignità, per dire no, o almeno "ni" agli Stati Uniti d'America.

Il vero problema è che quando la democrazia non funziona e le idee, le aspirazioni, i sogni dei cittadini non vengono rappresentati nelle istituzioni, si apre un pericoloso vuoto.
Più pericoloso ancora perché il sogno e il bisogno di pace è, finalmente, molto radicale e molto radicato. Altrimenti non si spiegherebbe la enorme partecipazione popolare della manifestazione di ieri, nata e cresciuta in condizioni politiche, mediatiche e logistiche proibitive.
Se fossimo in un paese normale, adesso la parola passerebbe alla politica. Ma chi riempirà questo assordante silenzio che viene dai partiti e da chi si è scelto da solo come rappresentante dei cittadini e persino dei "movimenti"?

Maso Notarianni

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