17/02/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti patrimoniali di quelle etero. Parola della Corte Costituzionale
Due ragazze che si scambiano effusioniAltro che Dico, la Colombia è andata ben oltre. La Corte Costituzione ha emesso, infatti, una sentenza destinata a provocare una vera e propria svolta nella società: le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti patrimoniali di quelle etero. Basta una convivenza di due anni ed è fatta. Una decisione, per un paese cattolico come quello, che ha provocato una severa reazione della Chiesa, per bocca del presidente della Conferenza episcopale colombiana, monsignor Luis Augusto Castro Quiroga: “Sono molto sopreso”, ha commentato, dato che secondo il prelato questo tema avrebbe dovuto essere discusso democraticamente in Parlamento, dove è possibile ascoltare le diverse posizioni e quindi trovare mediazioni, raggiungere compromessi.
 
Maggioranza schiacciante. Con otto voti favorevoli e uno contrario, dunque, la Corte ha letteralmente depennato la dizione ''uomo” e “donna” da due articoli di una legge del 1990 che riconosceva le coppie di fatto. La Corte è intervenuta sul tema in seguito al ricorso presentato dall'Ong Colombia Diversa invitata dagli specialisti della facoltà di diritto dell’Università delle Ande, che riteneva quegli articoli contrari ''alla dignità umana e alla libera associazione'', quindi anticostituzionali. Finora, infatti, in caso di morte di uno dei due conviventi omosessuali, i suoi beni venivano ereditati dalla famiglia di origine, tanto che molte coppie avevano ideato l’escamotage di creare società commerciali per arginare il problema.  
 
Una coppia lesbicaLe reazioni. Soddisfazione per la responsabile di Colombia Diversa, Marcela Sanchez, che ha definito la risoluzione ''un gran passo avanti a favore dei diritti delle coppie di fatto gay, nonostante arrivi diciassette anni in ritardo rispetto ai diritti delle coppie etero''. È chiaro che questa sentenza non equivale a riconoscere il matrimonio fra persone dello stesso sesso, ma la strada è ormai in discesa. E la Chiesa se ne rende conto. Tanto che il presidente della Cec, Fabian Marulanda Lopez, ha tenuto a più riprese a precisare che “il fatto che ci sia un pronunciamento sul patrimonio e sulla previdenza sociale di queste coppie è comprensibile”, purché questo tipo di scelte "non si facciano attraverso una specie di matrimonio mascherato". Secondo il vescovo, quello che realmente preoccupa in questa situazione è la motivazione di fondo: "Sembra si voglia introdurre una forma di unione matrimoniale che non ha senso. Questo non si può accettare, perché a lungo termine colpisce la famiglia, che è la cellula fondamentale della società”. Fabian Marulanda Lopez ha ribadito che gli omosessuali “devono godere degli stessi diritti di qualunque cittadino del paese", ma spera "nella sensatezza dei magistrati", in modo che tali misure non vadano contro il matrimonio naturale, fondato sull'unione di un uomo e di una donna. “Mi auguro – ha precisato il segretario della Cec – che si continui a rispettare i diritti della famiglia e che questa legge non porti a reclamare l'adozione dei minori da parte delle unioni omosessuali".

Coppia gayAnche al di là dell'oceano. Un tema, quello del pieno riconoscimento della famiglia omosessuale, che è da tempo motivo di acceso dibattito politico. Il Parlamento ha all'esame un progetto di legge con il quale, tra l'altro, oltre ai diritti patrimoniali per le coppie gay, si stabilisce che i loro membri possano usufruire anche della sicurezza sociale. Il progetto è già stato approvato dal Senato e in via d’approvazione alla Camera dove, a quanto riporta un'inchiesta effettuata dal quotidiano 'El Tiempo', non dovrebbe incontrare ostacoli.  
Ma il primo passo avanti nel riconoscimento dei diritti delle minoranze da parte della società colombiana era già stato fatto lo scorso dicembre, quando per la prima volta nella storia del Paese, il transessuale William Navarro, o meglio Diana Navarro, è stato eletto membro della Direzione nazionale del Polo democratico alternativo (Prd), uno dei partiti più importanti della sinistra colombiana.
Chissà, forse il machismo e l’omofobia si stanno avviando verso il tramonto, nonostante il freno a mano che la Chiesa cattolica tenta di tirare anche al di là dell’oceano.
 

Stella Spinelli

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità