Maggioranza schiacciante. Con otto voti favorevoli e uno contrario, dunque, la Corte
ha letteralmente depennato la dizione ''uomo” e “donna” da due articoli di una
legge del 1990 che riconosceva le coppie di fatto.
La Corte è intervenuta sul tema in seguito al ricorso
presentato dall'Ong Colombia Diversa invitata dagli specialisti della facoltà
di diritto dell’Università delle Ande, che riteneva quegli articoli contrari
''alla dignità umana e alla libera associazione'', quindi anticostituzionali.
Finora, infatti, in caso di morte di uno dei due conviventi
omosessuali, i suoi beni venivano ereditati dalla famiglia di origine, tanto
che molte coppie avevano ideato l’escamotage di creare società commerciali per
arginare il problema.
Le reazioni. Soddisfazione per la responsabile di Colombia Diversa,
Marcela Sanchez, che ha definito la risoluzione ''un gran passo avanti a favore
dei diritti delle coppie di fatto gay, nonostante arrivi diciassette anni in
ritardo rispetto ai diritti delle coppie etero''.
È chiaro che questa sentenza non equivale a riconoscere il
matrimonio fra persone dello stesso sesso, ma la strada è ormai in discesa. E
la Chiesa se ne rende conto. Tanto che il presidente della Cec, Fabian
Marulanda Lopez, ha tenuto a più riprese a precisare che “il fatto che ci sia
un pronunciamento sul patrimonio e sulla previdenza sociale di queste coppie è
comprensibile”, purché questo tipo di scelte "non si facciano attraverso
una specie di matrimonio mascherato". Secondo il vescovo, quello che
realmente preoccupa in questa situazione è la motivazione di fondo:
"Sembra si voglia introdurre una forma di unione matrimoniale che non ha
senso. Questo non si può accettare, perché a lungo termine colpisce la
famiglia, che è la cellula fondamentale della società”.
Fabian Marulanda Lopez ha ribadito che gli omosessuali
“devono godere degli stessi diritti di qualunque cittadino del paese", ma
spera "nella sensatezza dei magistrati", in modo che tali misure non
vadano contro il matrimonio naturale, fondato sull'unione di un uomo e di una
donna. “Mi auguro – ha precisato il segretario della Cec – che si continui a
rispettare i diritti della famiglia e che questa legge non porti a reclamare
l'adozione dei minori da parte delle unioni omosessuali".
Anche al di là dell'oceano. Un tema, quello del pieno riconoscimento della famiglia
omosessuale, che è da tempo motivo di acceso dibattito politico. Il Parlamento
ha all'esame un progetto di legge con il quale, tra l'altro, oltre ai diritti
patrimoniali per le coppie gay, si stabilisce che i loro membri possano
usufruire anche della sicurezza sociale. Il progetto è già stato approvato dal
Senato e in via d’approvazione alla Camera dove, a quanto riporta un'inchiesta
effettuata dal quotidiano 'El Tiempo', non dovrebbe incontrare ostacoli.
Ma il primo passo avanti nel riconoscimento dei diritti
delle minoranze da parte della società colombiana era già stato fatto lo scorso
dicembre, quando per la prima
volta nella storia del Paese, il transessuale William Navarro, o meglio Diana
Navarro, è stato eletto membro della Direzione nazionale del Polo democratico
alternativo (Prd), uno dei partiti più importanti della sinistra colombiana.
Chissà, forse il machismo e l’omofobia si stanno avviando verso
il tramonto, nonostante il freno a mano che la Chiesa cattolica tenta di tirare
anche al di là dell’oceano.