16/02/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Corea del Nord, è festa nazionale per il compleanno di Kim Jong-Il
Fuochi d'artificio, parate e spettacoli: il presidente nordcoreano, il Caro Leader Kim Jong-Il, festeggia oggi l'anniversario della sua nascita. Con gli auguri del partito e dell'esercito: “Ci guiderai alla vittoria, siamo pronti a spazzare via il nemico”.

festeggiamenti a PyongyangFesta nazionale. Migliaia di begonie rosse, naturalmente della varietà kimjongilia, coloreranno le strade di Pyongyang in occasione del sessantaseiesimo compleanno del Leader. E guai a chi dice che sono sessantacinque. Secondo i registri sovietici, infatti, Kim Jong-Il è nato nel 1942 in Russia, dove suo padre Kim Il-Sung, futuro fondatore del regime nordcoreano, comandava un reggimento dell'esercito. Secondo la biografia ufficiale, invece, il Caro Leader è nato esattamente un anno prima, sul monte Baekdu, la sacra e storica montagna dove venne fondato, vuole la leggenda, il primo regno di Corea. E la sua nascita fu salutata da due enormi arcobaleni, nonché dall'apparizione di una nuova stella nel firmamento: solo i primi, secondo l'agiografia, di una serie di miracoli che hanno scandito la vita di Kim Jong-Il. Dopotutto, suo padre Kim Il-Sung riesce a detenere una carica istituzionale - “Presidente per l'Eternità” - pur essendo morto da più di dieci anni. I festeggiamenti per il Caro Leader saranno come al solito in grande stile, come racconta l'agenzia di stampa governativa. I soldati sono pronti a intonare i grandi classici, come l'inno “Lunga vita a Kim Jong Il” e “Guardando al palazzo di Kumsusan” (il memoriale da cui il Presidente per l'Eternità, imbalsamato e illuminato da riflettori rosa, veglia su Pyongyang), senza tralasciare il coro “Tutti i militari e tutti i cittadini diventeranno proiettili e bombe umane”. Mentre gli altri papaveri del regime hanno indirizzato al Caro Leader una lettera di auguri quantomeno originale.
 
 

soldati nordcoreani salutano il caro leaderPronti a combattere”. Alla vigilia della festa, i rappresentanti del governo, dell'esercito e del partito comunista hanno stilato un documento congiunto indirizzato al Caro Leader. “Il test nucleare dello scorso anno rappresenta una dimostrazione della grandezza e della potenza della Nord Corea socialista”, si legge nella lettera di auguri, “i soldati dell'esercito del popolo e i cittadini sono preparati ad affrontare le manovre imperialiste ed aggressive degli Stati Uniti, e se i nemici osano accendere il fuoco della guerra, scateneremo tutto il nostro potenziale bellico rivoluzionario, schiacciando il nemico senza pietà, per ottenere lo storico obbiettivo dell'unificazione nazionale”. A due giorni dall'accordo sul nucleare raggiunto a Pechino, che prevede la sospensione delle attività del reattore Yongbyon in cambio di 50mila tonnellate di carburante (e un altro milione di tonnellate dovrebbe arrivare alla chiusura definitiva dell'impianto), e mentre il Dipartimento della Difesa statunitense dice che potrà riconsiderare l'inclusione della Corea del Nord nell'elenco delle organizzazioni terroristiche, il regime di Pyongyang evidentemente vuole sottolineare alla popolazione che non ha affatto ammorbidito le proprie posizioni né ceduto al nemico: le truppe sono sempre pronte. La Corea del Nord ha un esercito che, sulla carta, è tra i più grandi al mondo. I giovani affrontano un servizio di leva di dieci anni per gli uomini e di sette anni per le donne. Tuttavia le condizioni in cui versano i soldati non sarebbero molto diverse da quelle del resto della popolazione: scarsità di vestiario, di equipaggiamento, di cibo. Michael Breen, giornalista che si è occupato per anni della Corea del Nord e di Kim Jong Il, “l'unico uomo grasso di Pyongyang”, riferendosi alle condizioni dell'esercito ha ipotizzato che, se la Corea del Sud schierasse lungo la Zona Demilitarizzata alcuni chioschi di McDonald's che offrono un Big Mac gratis ad ogni nordcoreano armato, sarebbe tutto finito nel giro di pochi minuti.

Cecilia Strada

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