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invia
Risarcimento. Nel
comunicato stampa emesso dalla Trafigura
e ottenuto da PeaceReporter si legge
che “né la compagnia né il governo ivoriano accettano responsabilità legali per
quanto accaduto lo scorso agosto. In ogni caso, Trafigura prende molto seriamente il proprio ruolo di cittadino del
mondo e a questo fine sta supportando finanziariamente il governo ivoriano per
garantire
la salute dei suoi cittadini”. Il comunicato prosegue rendendo noto che i soldi
serviranno a creare una commissione ambientale, oltre che a finanziare la
creazione di un nuovo centro per lo smaltimento dei rifiuti e un nuovo
ospedale. Parte dei soldi coprirà le spese sostenute dal governo per il trattamento
dei siti contaminati e per l’indennizzo delle persone colpite (il governo non
ha però specificato con che criteri verranno allocati i fondi). Sempre secondo
quanto riferito dalla Trafigura, i
tre suoi dipendenti arrestati lo scorso settembre nell’àmbito delle indagini
verranno rilasciati a breve.
Causa. “Stiamo
raccogliendo le richieste di azione legale delle migliaia di persone che hanno
subìto danni a causa delle sostanze tossiche – dichiara a PeaceReporter l’avvocato Martyn Day, rappresentante dello studio –
finora ne abbiamo circa mille, ma contiamo di arrivare a 4 mila entro giugno,
quando presumibilmente sarà avviato il processo”. L’azione legale londinese è
l’unico modo per far luce su quanto accaduto visto che, come reso noto da un
portavoce della Trafigura a Peacereporter, “l’accordo con il governo
ivoriano impedisce anche ai singoli di intentare un’azione legale nei nostri
confronti all’interno della Costa d’Avorio”. “Di certo il processo chiarirà
alcuni punti oscuri – continua Day – anche se il fatto che la Trafigura abbia deciso di pagare un
indennizzo sottintende una certa ammissione di responsabilità per quanto
accaduto”. Una visione non condivisa però dalla società, il cui portavoce
conclude dichiarando che “la somma pagata rappresenta solo un aiuto nei
confronti della popolazione di Abidjan. Lavoriamo qui da più di dieci anni e
continueremo a farlo. Per questo sentiamo una sorta di impegno nei confronti della
gente”.Matteo Fagotto